In Regione, l’assessore al Lavoro Pentenero fotografa della crisi occupazionale in Valsusa Percorsi di ricollocazione per i dipendenti della Savio, lo smantellamento della ex Vertek e garanzie fino a gennaio per i lavoratori della Telt

Il blocco alla Savio di Chiusa San MicheleIl blocco alla Savio di Chiusa San Michele

CHIUSA SAN MICHELE – La Regione inserirà i dipendenti della Savio di Chiusa San Michele in percorsi di ricollocazione. Lo ha annunciato l’assessore regionale al Lavoro Giovanna Pentenero, scattando contemporaneamente una fotografia dell’occupazione in Valsusa: “Dal 2008 la Valsusa ha subito la perdita del 33 per cento dei posti di lavoro”.

“Il rapporto disastroso – ha replicato la Presidente del Gruppo consiliare del M5Stelle Francesca Frediani  non giunge inaspettato: i lavoratori hanno lanciato l’allarme già molto tempo fa”. L’esponente grillina ha colto l’occasione per ribadire la posizione del Movimento sul tema: chiedere alle istituzioni un impegno e una strategia precisa per rilanciare la Valsusa.

Ed è proprio su richiesta della capogruppo del Movimento 5 Stelle che l’assessore Pentenero ha fatto il punto sui casi più recenti di crisi aziendali in Valsusa: oltre ai lavoratori della Savio, quelli della ex Vertek e del cantiere Telt di Chiomonte.

Il caso Savio

“Gli 80 lavoratori della Savio – ha spiegato Pentenero durante i lavori della Terza Commissione (Lavoro) del Consiglio Regionale – percepiranno l’indennità di disoccupazione e saranno inseriti in percorsi di riqualificazione professionale. E’ disponibile uno strumento, il “buono servizi lavoro per disoccupati da meno di sei mesi”, che i lavoratori possono chiedere presso i centri per l’impiego. L’azienda stessa ha garantito il proprio impegno per favorire la ricollocazione del personale in esubero in altre attività produttive della Valsusa”.

L’azienda, che si occupa di progettazione, produzione e commercializzazione di accessori per serramenti in alluminio, ha sede legale a Chiusa San Michele e unità operative dislocate sul territorio nazionale. “Nel corso degli incontri svoltisi sia presso la Regione Piemonte sia presso il Ministero – ha piegato Pentenero –  la società ha ribadito la sua posizione. Ovvero che la comunicazione di dichiarazione di esubero avviata il 3 aprile scorso per 82 dipendenti (80 dipendenti nell’unità produttiva piemontese e 2 nell’unità di Trieste), è stata determinata sia dalla profonda crisi del settore edile, sia dai costi di produzione non concorrenziali”. “Sin dall’inizio – ha precisato Pentenero – abbiamo seguito la vicenda con grande attenzione. Sono stati organizzati  incontri durante i quali ho invitato la proprietà a valutare la possibilità di utilizzare ogni strumento utile a evitare i licenziamenti, a cominciare dal ricorso agli ammortizzatori sociali“. Nonostante l’impegno della Regione, l’azienda non ha ritenuto di aderire a tale invito, ripreso anche dal Ministero del Lavoro. E il 5 luglio scorso è stato sottoscritto in  sede ministeriale il mancato accordo che, nei fatti, consente all’azienda di procedere ai licenziamenti entro i 120 giorni seguenti.

Il “ramo Condove” della Lucchini Spa, ex Vertek

Tra i casi seguiti dall’assessore Pentenero, anche quello della Lucchini Spa, ex Vertek, in amministrazione straordinaria. “Nel 2017 il ‘ramo Condove’ è stato acquisito da Mw Italia, del Gruppo Cln, attraverso un piano di riconversione aziendale seguito organizzazioni sindacali e istituzioni pubbliche – ha spiegato Pentenero – con l’obiettivo di preservare la realtà produttiva”. Dallo scorso marzo la società ha avviato la cassa integrazione straordinaria per riorganizzazione aziendale coinvolgendo 72 lavoratori, per un periodo di due anni. “Durante questi 24 mesi – ha precisato l’assessore – saranno realizzati gli investimenti e gli interventi di formazione per il miglioramento professionale dei dipendenti previsti dal piano. Attualmente risulta che le attività di smantellamento di macchinari e attrezzature, che avrebbero dovuto avere inizio a giugno e terminare entro il 31 ottobre, sono iniziate nel mese di agosto a causa di alcuni ritardi delle procedure di assegnazione. Presumibilmente si concluderanno entro i primi mesi del prossimo anno”.

Telt garantisce lavoro fino a gennaio

Durante i lavori della Commissione si è discusso anche del Tavolo tecnico per le attività del cantiere di Chiomonte, con la partecipazione di Telt, Prefettura di Torino e sindacati, oltre che del Commissario Straordinario di Governo per l’asse ferroviario Torino-Lione, Paolo Foietta. È stato condiviso il cronoprogramma che garantisce la continuità dei lavori e si è avviato un percorso con l’obiettivo di assicurare ai lavoratori l’occupazione fino a maggio 2018, quando poi partirà la nuova fase di cantierizzazione dell aVariante “Sicurezza” con l’avvio del cantiere definitivo.. Il primo risultato concordato è la garanzia dell’impiego per tutte le maestranze fino a gennaio. Inoltre Regione e Telt stanno studiando delle modalità, come le clausole sociali, per favorire l’occupazione dei lavoratori della Valle di Susa nei contratti per i lavori definitivi della Torino-Lione.

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