Regione Piemonte e UNCEM illustrano le misure del PSR per Comuni e Unioni Montane Alcuni Bandi del Programma di Sviluppo Rurale 2014-2020 sono già aperti. In 7 anni saranno oltre 300 i milioni di finanziamenti a disposizione di Enti e privati per le aree montane

Franco Ferraresi e Paolo Calligaris Dirigente e Funzionario del Settore Sviluppo della Montagna, con Lido Riba e Marco Bussone, Presidente e Vicepresidente di UNcem Piemonte (Foto MC)Franco Ferraresi e Paolo Calligaris Dirigente e Funzionario del Settore Sviluppo della Montagna, con Lido Riba e Marco Bussone, Presidente e Vicepresidente di UNcem Piemonte (Foto MC)

TORINO – Quando si tratta di cercare risorse per i propri Comuni, Sindaci, amministratori delle Unioni Montane e dei GAL fanno la fila. E infatti venerdì 5 marzo  la sala conferenze dell’UNCEM Piemonte era strapiena di eletti in montagna e tecnici/consulenti. A far da richiamo la giornata di lavoro organizzata da Lido Riba e Marco Bussone – Presidente e Vice di UNCEM – con Franco Ferraresi, Dirigente  dell’Assessorato allo Sviluppo della Montagna della Regione Piemonte che con i suoi funzionari hanno illustrato le misure del Programma di Sviluppo Rurale 2014-2020 che vedranno come beneficiari diretti gli Enti locali della montagna. Solo una fetta dei circa 300 milioni del nuovo PSR che ricadranno sui territori montani fra beneficiari pubblici e privati.

A ben spiegare  le linee guida del programma è stato il dottor Ferraresi che ha ricordato come “lo sviluppo locale non possa prescindere da amministratori capaci, in grado di avere una strategia territoriale di area, che poi si deve tradurre in una programmazione comune su cui calare i vari progetti. Non ha nessun senso finanziare singoli progetti spot che non siano progetti pilota. E anche le misure del PSR per gli Enti vorremmo e cercheremo di fare in modo che siano attivate secondo questa modalità.  La Regione Piemonte ha insediato proprio il 2 marzo scorso il tavolo tecnico regionale di condivisione delle politiche di sviluppo della montagna, istituito con delibera di Giunta a fine dicembre scorso.” Al tavolo di lavoro, coordinato da Ferraresi che è anche responsabile della Cooperazione transfrontaliera, sono presenti oltre ai vari settori regionali impegnati nelle istruttorie per i progetti , i rappresentanti della Città metropolitana di Torino, delle Province, l’UNCEM, l’Assoleader, le Unioni di Comuni Montani.

Dal PSR arriveranno in montagna – fra gli altri – circa 67 milioni di euro per i piani si sviluppo locale dei GAL, altri 45 andranno a progetti per l’annullamento del digital divide delle aree marginali, cui dovrebbero sommarsene altrettanti finanziati dal programma di Agenda digitale nazionale e regionale.

“E’ un momento in cui è vero che la finanza locale è strozzata – ha detto Lido Riba – ma è anche un periodo in cui possiamo creare economia sfruttando al meglio i fondi strutturali europei, compresi quelli del Programmi transfrontalieri ALCOTRA I/F e I/CH, e dei Programmi transnazionali Spazio Alpino e Central Europe, per cui siamo in cabina di regia. Certo questa frammentazione con 52 Unioni Montane sembra un handicap, ma la vera sfida è proprio questa. Le risorse andranno a quei territori capaci di fare squadra e organizzare una programmazione che superi i confini amministrativi del proprio orticello. E poi, insisto come sempre, dobbiamo lavorare per diminuire il carico di boschi degradati che continua ad aumentare di superficie in montagna sottraendo pascoli, e creare una vera filiera locale verde di sfruttamento della risorsa legno.”

Per la prima misura illustrata è già attivo il bando: si tratta di 12 milioni di euro (misura 7.5 operazione 7.5.1) dei quali potranno beneficiare – come ha illustrato il funzionario Paolo Caligaris, responsabile della sentieristica regionale, Unioni, Comuni e Parchi, per la valorizzazione di infrastrutture ricettive turistico ricreative  ed informative poste sulla rete sentieristica e per la fruizione outdoor del territorio montano. “L’operazione sostiene investimenti di miglioramento delle infrastrutture turistiche e ricreative su piccola scala e il potenziamento della relativa informazione turistica a supporto della fruizione outdoor estiva ed invernale, da attuarsi in forma coordinata tra il livello locale e regionale al fine di contribuire a diversificare e destagionalizzare l’offerta turistica – ha spiegato il dottor Calligaris –  Gli investimenti dovranno essere inseriti nel contesto della rete del patrimonio escursionistico regionale. Considerato che nelle aree territoriali di riferimento i Gruppi di Azione Locale presenti potranno inserire il tema del turismo sostenibile tra le direttrici portanti del proprio Piano di Sviluppo Locale ed attivare ulteriori bandi collegati alla Sotto Misura 7.5  è necessario un ulteriore coordinamento nella fase pianificatoria tra i beneficiari di questo  bando ed i GAL.”

Le altre misure illustrate riguardano la filiera forestale, la pianificazione degli interventi per il miglioramento degli alpeggi, della rete stradale a servizio delle attività pastorali e forestali. In particolare per quanto riguarda tutte le attività di intervento sugli alpeggi a giugno aprirà la Misura 7.1.1   che obbliga i Comuni ad una pianificazione associata sovracomunale  al cui interno dovranno essere previsti tutti gli investimenti sostenuti nell’ambito della misura 7 che saranno sovvenzionabili “se gli interventi a cui si riferiscono vengono realizzati sulla base di piani di sviluppo dei comuni e dei villaggi situati nelle zone rurali e dei servizi comunali di base, ove tali piani esistano, e sono conformi alle pertinenti strategie di sviluppo locale”.

La Regione ha anche annunciato che a breve verrà chiesta una modifica del PSR per reinserire una Misura specifica dedicata al recupero delle borgate alpine, erede della misura 322 del vecchio PSR.

Avviso ai naviganti, leggasi amministratori locali delle Valli: le Unioni vanno fatte funzionare ed urge che gli amministratori si attivino per la programmazione condivisa, o le risorse andranno altrove. I fondi ci sono e non ci sono scuse per chi poi si lamenta del contrario.