L’Assessore Monica Cerutti: “La Regione Piemonte impegnata a fondo nel sostegno alle donne vittime di violenza” Stanziati oltre un milione di euro a favore delle strutture a sostegno delle vittime di violenza

L'Assessore Regionale ai Diritti e Pari opportunità della Regione PiemonteL'Assessore Regionale ai Diritti e Pari opportunità della Regione Piemonte

TORINO -La Giunta Regionale  durante la riunione del 29 agosto ha approvato la delibera che stabilisce i criteri per finanziare gli interventi effettuati dai centri antiviolenza e dalle case rifugio esistenti, aprire nuove strutture, individuare ulteriori soluzioni per l’accoglienza temporanea di donne vittime di violenza, sole o con i figli.

“La mia attività amministrativa dopo la pausa estiva – commenta l’Assessore ai Diritti e alle Pari opportunitàMonica Cerutti – è ripresa dal sostegno alla rete dei centri antiviolenza perché per noi questa è un’azione prioritaria e siamo impegnati a dare continuità al loro operato in un’ottica di sistema sempre più estesa”.

La delibera stanzia complessivamente 1.126.000 euro: 817.000 verranno utilizzati per sostenere e potenziare le strutture esistenti e per le attività degli sportelli e dei punti di ascolto collegati; il resto consentirà la creazione di nuovi centri antiviolenza e case rifugio e per il finanziamento di nuovi posti per l’accoglienza in emergenza.

Nel solo 2015 in Piemonte le donne che sono state seguite dalla rete dei 17 centri antiviolenza presenti sul territorio piemontese sono state 1.650, di cui 1.091 italiane e 544 straniere. La Provincia di Torino è quella con il maggior numero di richieste, 1.381 di cui 931 italiane e 450 straniere.

Considerando il totale delle donne che si sono rivolte ai Centri antiviolenza sul territorio regionale la fascia d’età più colpita è quella che va dai 30 ai 39 anni con 514 casi (31% del totale dei casi), subito dopo quella che va dai 40 ai 49 anni con 476 casi. Sul territorio torinese queste due fasce si equivalgono: 429 casi per la prima e 431 per la seconda.

Le donne con figli risultano essere le più colpite in tutte le province della nostra regione: nel torinese sono il 76,82%.

Su 64.362 donne fra i 16 e i 70 anni che, secondo l’Istat, hanno subito violenza in Piemonte nel 2014, solo 3.200 hanno fatto richiesta di aiuto a strutture o servizi specializzati, questo perchè spesso si innescano meccanismi psicologici che tendono a sminuire quanto accaduto e a considerare in qualche modo la violenza come una punizione a volte inevitabile.

“Siamo ripartiti dalle donne e non è un caso – commenta ancora Monica Cerutti : “In questi mesi la Regione ha lavorato per aggiornare l’albo dei centri antiviolenza e delle case rifugio in modo da accreditare solo quelli soddisfacenti i criteri previsti a livello nazionale e dalla nostra legge regionale. Le risorse, al fine di essere distribuite in modo equo e in previsione di un equilibrio territoriale dell’offerta dei servizi, saranno ripartite tra gli 8 ambiti provinciali e metropolitano rispettando il criterio del 50% in quota uguale per ciascun ambito e del 50% in base alla popolazione femminile residente oltre i 14 anni di età”.

Attualmente la rete regionale a sostegno delle donne vittime di violenza è composta da 13 centri antiviolenza e 9 case rifugio così ripartite: 7 centri antiviolenza sono in provincia di Torino e sono Donne&Futuro, Punto a capo, Associazione Svolta Donna  onlus che lavora con l’ASLT03, Città di Torino, A.R.C.I Valle di Susa, Telefono Rosa, Unione Donne 3° Millennio e 6 sono nelle altre province e sono Me.dea (Alessandria), C.I.S.S. Ossola (VCO), C.R.I. Asti, C.S.A.C. Cuneo, CISSABO Cossato (Biella), Comune di Novara; 5 case rifugio sono in Provincia di Torino e sono Donne&Futuro, Casa Benefica, Associazione Svolta Donna onlus, Cooperativa Mirafiori, Città di Torino e 4 sono nelle altre province .”

Per la Regione Piemonte il contrasto alla violenza di genere è una priorità d’intervento e questa delibera dimostra una volta di più l’impegno costante dell’Assessorato e di tutte le figure professionali impiegate nelle rete regionale dei centri antiviolenza: assistenti sociali, psicologhe, educatrici professionali e avvocate.

Ricordiamo il numero di pubblica utilità 1522 riservato alle vittime di violenza, attivo tutti i giorni 24 ore su 24 e multilingue.