Il ricordo dei 435 soldati morti cent’anni fa nell’incidente ferroviario a Saint Michel de Maurienne La ferrovia, luogo del disastro, è la stessa ancora in uso oggi: l'incidente coinvolse una tradotta carica di truppe di rientro dal fronte italiano della WWI

Figuranti francesi con divise della Grande Guerra

SAINT MICHEL DE MAURIENNE – La licenza per tornare a casa l’avevano tanto voluta, attesa e sognata nei lunghi giorni in trincea. Era il 1917, cent’anni fa, e i soldati francesi s’erano trovati in Italia per mettere una pezza al disastro italiano dopo Caporetto. Il treno con il carico “festante” aveva a bordo 1200 soldati reduci dal fronte; partì da Bassano del Grappa l’11 dicembre e trasportava anche diciassette pesanti automobili e l’armamento. Arrivò a metà pomeriggio del 12 dicembre a Torino e prese la direzione del tunnel del Frejus attraverso la Valsusa.

Il deragliamento del treno

Dato il grande peso, più di 530 tonnellate, e alla sua lunghezza e composizione, il treno fu diviso in due dalla stazione di Bardonecchia perché non è in grado di vincere la pendenza verso il tunnel. I due treni così arrivarono alla stazione di Modane separatamente e la notte riassemblati. I tecnici ferroviari sconsigliarono la discesa di un treno così lungo e pensante ma l’ufficiale comandante non volle sentire ragioni e, per risparmiare tempo, detto l’ordine di partenza. Di notte il treno lasciò Modane in direzione di Chambéry. Pochi minuti dopo, a pochi chilometri dalla stazione, si consumò la tragedia con il deragliamento e la morte di 435 soldati.

Figuranti francesi con divise della Grande Guerra

Il contesto storico

Dopo la sconfitta dell’esercito italiano nella battaglia di Caporetto, avvenuta il 24 ottobre 1917, un corpo di spedizione franco-britannico da 120 mila uomini fu inviato nell’Italia nord-orientale per rafforzare il fronte italiano. Un mese più tardi e una volta stabilizzata la situazione, il generale Fayolle, comandante delle truppe francesi in Italia, concesse il permesso ai suoi soldati che avevano precedentemente combattuto sul fronte est della Francia. Il piano di rientro prevedeva un treno giornaliero per trasportare 600 soldati in Francia per un periodo iniziale di sei giorni.

Il silenzio dopo l’incidente

Questo incidente è rimasto classificato come un segreto militare per molti anni dopo la fine della guerra. A quel tempo, il governo impone silenzio alla stampa francese, che non riportò l’incidente. Le Figaro, il maggior quotidiano d’oltralpe, dedicò poche righe nella sua edizione del 17 dicembre, quattro giorni dopo il disastro: “Un grave incidente ferroviario si è verificato in Savoia. Un treno di paracadutisti di ritorno dall’Italia in Francia è deragliato. Sfortunatamente ci sono morti e un gran numero di feriti“.