Riflessioni sulla Festa della Repubblica Qualche pensiero da "dietro le quinte" della manifestazione condovese

festa della repubblica

CONDOVE – So perfettamente che è passato qualche giorno dalla serata che l’Amministrazione Comunale di Condove, insieme a quelle di Caprie e Chiusa S. Michele, ha voluto organizzare per festeggiare i settant’anni della Repubblica Italiana e, contestualmente, dell’elezione dell’Assemblea Costituente e del primo voto politico alle donne. A mia discolpa, una connessione scriteriata, che mi ha impedito di lavorare prima sul sito. Ci tenevo, in ogni caso, a lasciare, in quanto scripta manent, qualche breve riflessione sull’evento. Una serata ben riuscita, fin dai primi momenti in Piazza Martiri, con i discorsi introduttivi dei sindaci e l’Inno di Mameli reinterpretato in chiave rock da Giada de Biasi e Lionello Gioberto alla chitarra, fino ai tre concerti delle bande, la Filarmonica Verdi di Caprie, la Filarmonica Chiusina e l’UMC.

Per questioni di ovvia incompatibilità, lascio ad altri il giudizio di come sia andata la sezione “centrale” dell’evento, ovvero la lettura di articoli della Costituzione ai quali è stata abbinata una mia riflessione sul profondo legame anche biografico con le ventuno Madri Costituenti. Dal canto mio, allora, ci tengo a riportare una piccola parte della mia riflessione, ovvero quella concernente il valore profondo del peso di queste ventuno figure, numericamente irrisorie nella Costituente, ma capaci d’imprimere quella chiave nuova alla nostra Costituzione e che, forse, ha fatto sì che qualcuno arrivasse a considerarla la più bella del mondo. Non so se questo sia vero, e ritengo sia addirittura sbagliato consegnare il testo a un giudizio morale: per questo, mercoledì sera sì è voluta costruire la Storia, niente più. La Storia che insegna il perché di determinate scelte, prese settant’anni fa e che, nel bene e nel male, hanno determinato il futuro del nostro paese.