Riapre il rifugio Ca’ d’Asti: tappa d’obbligo per chi sale al Rocciamelone Il rifugio gestito da Fulgido Tabone riaprirà sabato 1 luglio

Uno scorcio del Rifugio Cà d'AstiUno scorcio del Rifugio Cà d'Asti

MOMPANTERO – Sabato 1 luglio riaprirà il Rifugio Ca’ d’Asti, da oltre 40 anni famosa tappa per tutti coloro che si propongono di scalare gli oltre 3500 metri del Rocciamelone, la montagna sacra della Valsusa dedicata alla Madonna delle Nevi.

Storia del rifugio 

Il Rifugio Ca’ d’Asti è il rifugio alpino più antico di Italia: le prime notizie risalgono addirittura al 1358. A ristrutturare il casale nel 1976 è stato Fulgido Tabone, sessantanovenne dedito sia al rifugio sia al bivacco e alla cappella, che d’allora non ha più potuto vivere senza la sua montagna: vanta il record di mille scalate nell’arco di 40 anni. Il custode del monte intitolò questo rifugio a Bonifacio Rotario d’Asti, primo scalatore della vetta: si narra la leggenda che nel 1358 Bonifacio costruì un ricovero proprio nel luogo in cui oggi sorge l’edificio.

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Come raggiungere il rifugio

Da Susa si imbocca Urbiano e si prosegue lungo la strada ex militare, fino ad arrivare al forte della Riposa (2205 m). Da qui, dopo aver goduto dell’impressionante vista panoramica, si posteggia la macchina e si prosegue a piedi per circa 1 ora e mezza, costeggiando la Fontana Taverna a 2476 m e arrivando al rifugio Ca’ d’Asti situato a un’altezza di 2854 m.

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