Risalita meccanizzata di Rivoli: facciamo chiarezza Una mini guida chiara e concisa su una delle opere architettoniche più discusse del Piemonte

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RIVOLI – La Risalita meccanizzata di Rivoli è una delle opere architettoniche più chiacchierate degli ultimi anni. Fiumi di inchiostro sono stati versati a proposito della vicenda che ormai tiene banco da diversi anni. L’opera ha anche assunto un ruolo politico venendo strumentalizzata per criticare le diverse giunte che si sono susseguite nell’ultimo decennio nella città di Rivoli. Facciamo chiarezza sulla storia della Risalita in pochi semplici punti.

1 – La costruzione. La Risalita Meccanizzata fa parte di un progetto di rivalorizzazione delle residenze dei Savoia che fu promosso dal Ministero dei Beni Culturali e dalla Regione. Il Comune di Rivoli nel 2005 bandisce la gara d’appalto per la realizzazione dell’impianto progettato dall’architetto Andreas Vass, vincitore del concorso internazionale indetto nel 2002. Nel 2006 cominciano i lavori a cura dell’impresa Sieg, che vince l’appalto con 2.1 milioni di euro come costo previsto. Di questa somma, grazie al contributo della Regione di 1.2 milioni, il Comune di Rivoli paga “solo” 900 mila euro più 150 mila euro circa di manutenzione annuale.

2 – Il Referendum. Nel 2006 la giunta Tallone indice un referendum consultivo (il risultato quindi non è determinante sulla decisione finale) a proposito della costruzione della Risalita. Si reca alle urne il 19% degli aventi diritto, il NO vince con il 60% dei voti. La scarsa affluenza non da comunque la possibilità di capire le reale intenzioni dei cittadini rivolesi. La Risalita si fa.

3 – Il cantiere infinito. La Risalita entra in funzione il 17 settembre del 2011, 5 anni dopo l’apertura del cantiere. I lavori hanno diversi rallentamenti dovuti alle proteste di alcuni gruppi di rivolesi, al rinvenimento di opere architettoniche risalenti all’epoca medievale nel piazzale del castello e alla lentezza nelle pratiche.

4 – Il fallimento. L’impianto si rivela un fallimento oggettivo su tutta la linea. L’idea era valida, il concetto di “avvicinare” il celebre Castello di Rivoli al centro della città aveva valenza sociale e culturale, il modo in cui questo concetto è stato tradotto in fatti ha provocato disastri. La Risalita ha turbato il paesaggio molto più di quanto fosse stato previsto. I problemi legati all’impossibilità di fruizione da parte di disabili sono evidenti (il sistema di Taxi proposto in alternativa ha avuto vita breve). La reale utilità della Risalita si è rivelata debole (25 mila “passeggeri” l’anno sono pochissimi). I problemi geologici creati dai lavori sono notevoli: nell’ottobre del 2015 il Delegato Regionale del WWF Bechis e il deputato d’opposizione Della Valle hanno presentato denuncia alla Corte dei Conti per i soldi spesi per la realizzazione dell’impianto. Oltre l’abbattimento di alberi di Acacia, i danni alla collina sono evidenziati dalle crepe create lungo i sentieri, la terra sta franando.

5 – Le conclusioni. Buona l’intenzione, orrenda l’esecuzione. La Risalita è ad oggi un progetto fallimentare di rilancio del polo culturale rivolese, che malgrado i buoni propositi di partenza, ha pagato a caro prezzo una serie di decisioni sbagliate. La costosa opera architettonica è al momento non operativa.