Ritrovati i corpi dei 3 giovani scialpinisti dispersi intorno alla Chaberton Sono una coppia di fidanzati e una guida alpina. Lutto e cordoglio in Alta Valsusa: la giovane è figlia del Sindaco di Sauze di Cesana Maurizio Beria d'Argentine

Elisoccorso 118  I-NOST AW139 AirgreenElisoccorso 118 I-NOST AW139 Airgreen

CESANA TORINESE – Le ricerche congiunte franco-italiane, riprese stamane, dei tre dispersi sul massiccio dello Chaberton hanno dato esito positivo, ma purtroppo i tre scialpinisti dispersi sono stati individuati e recuperati sotto il Colletto di Cresta Nera, alla base del canalone della parete nord est della montagna.

Questa mattina grazie ad un ulteriore sorvolo in elicottero, i corpi dei tre stati sono avvistati, ma inanimai e trascinati a valle da una valanga che li ha coinvolti. Le salme  con la collaborazione del Soccorso Alpino della Guardia di Finanza di Bardonecchia, dei Carabinieri, insieme alle squadre del Soccorso Alpino, già saliti nella zona del Vallone dei Morti con le pelli di foca, sono stati prelevati direttamente  all’elisoccorso del 118 intorno alle 8 e portati a valle, a Cesana, per le operazioni legali e di riconoscimento.

La dinamica della tragedia è stata ricostruita rapidamente, effettuati i fotorilievi dall’alto. I tre amici sono stati coinvolti nel distacco di una placca e trascinati in basso dalla slavina stessa forse staccatasi per il loro passaggio durante la discesa.  La loro attrezzatura era di prim’ordine e indossavano anche il giubbotto con incorporato air-bag, ma sono deceduti per i politraumi causati dal trascinamento. Non sarà fatta alcuna autopsia, il Pubblico Ministero di turno, il dottor Valerio Longi ha già dato il nullaosta ai funerali.

Le vittime della sciagura

A perdere la vita sono stati  una coppia di giovani fidanzati di 24 e 28 anni, Margherita Beria D’Argentina e il fidanzato Antonio Lovato Dossetto, con la Guida Alpina che li accompagnava, il 38enne, Adriano Trombetta. Che ieri erano saliti verso la cima dal Monginevro. Questa mattina gli elicotteri  del 118 e quello francese hanno ripreso le ricerche individuando le tre vittime dall’alto.

I due giovani scialpinisti erano tutti molto esperti di montagna. In Alta Valsusa  la notizia della scomparsa di Margherita Beria D’Argentina, maestra di sci e studentessa universitaria, grande esperta di sci alpinismo come il suo compagno, titolare di un’agenzia di viaggi per appassionati di vela e arrampicata, ha lasciato senza parole anche il mondo degli amministratori  delle due Unioni Montane dell’Alta Valle. Margherita  infatti è figlia di Maurizio Beria, Sindaco di Sauze di Cesana,  cui è giunto il cordoglio e l’affetto di tutta la Valle per la sciagura.

La guida Adriano Trombetta, torinese, lavorava con numerose agenzie francesi nell’alpinismo commerciale, mentre ad alto livello accompagnava abitualmente clienti personali alla scoperta di alcune delle più impegnative pareti e cime delle Alpi, su tutti i 4.000 e le pareti nord più impegnative, mentre d’estate si dedicava soprattutto all’attività di istruttore di arrampicata: Nel free-climbing aveva all’attivo l’apertura di diverse vie. Con i due giovani era amico ed insieme avevano all’attiva svariate uscite invernali e molte avventure estive. Trombetta e Lovato collaboravano anche professionalmente.

Dello Chaberton in discesa e salita in stile  “ripiride” invernalelui stesso scriveva così: “Con i suoi 3.136 metri, d’estate è un ammasso di ghiaia e pareti marce ma d’inverno si trasforma in una vetta ardita e ricchissima di possibilità per lo sci, dal più estremo, ai canali in polvere, alle pareti sud da scendere su neve trasformata… Il giocattolo più comodo è il canale Nord Est, quindi sul versante Cesana. Usando gli impianti di Montgenevre restano poco più di 1.000 metri di dislivello da salire per poi godere di una discesa di quasi 1.800m dei quali 1.400 da urlo!”

Molto probabilmente però questa volta ha chiesto troppo alla sua esperienza e alla fortuna per compiere una discesa per cui non vi erano condizioni di temperatura e del manto nevoso ottimali per non rischiare nulla.