Elezioni Rivalta. De Ruggiero contro la burocrazia a Tetti Francesi Lungo comunicato sulla situazione dei prelievi alla Fidas

Il centro Fidas a RivaltaIl centro Fidas a Rivalta

RIVALTA – Si accende la campagna elettorale in quel di Rivalta. E’ il candidato Nicola De Ruggiero che mette il tema della Fidas a Tetti francesi all’ordine del giorno. “Questa mattina ho incontrato Vincenzo D’Anna, storico presidente della FIDAS di Tetti Francesi, associazione che da oltre trent’anni lavora sul territorio diventando una delle realtà più apprezzate della Regione. Ho fatto un giro nei locali dell’Associazione – l’attività di prelievo era in pieno svolgimento – e discusso di uno dei problemi che in queste settimane l’Associazione si è trovata ad affrontare: la chiusura del piccolo punto infermeria che dal 2002 la FIDAS gestisce” scrive in un comunicato De Ruggero che poi comunica: “Ricordo bene quando nel 2001 l’ASL decise di chiudere il poliambulatorio con la scusa della mancanza di personale impegnandosi a riaprirlo dopo poco. Purtroppo questo non avvenne e nella primavera 2002 – dopo un lungo braccio di ferro con i vertici dell’ASL – indossai provocatoriamente il mio camice bianco da medico e per un periodo mi occupai di gestire l’attività. Ne parlò addirittura La Stampa, oltre ai giornali locali. Da lì nacque una splendida collaborazione con la FIDAS che si prese carico di questa incombenza organizzando un piccolo presidio, che tanto piccolo non è: nel 2015 ci sono state 846 misurazioni della pressione e ben 258 iniezioni. Un’attività preziosa per un quartiere sempre più anziano e lontano dai centri servizi.

La burocrazia

Contionua il comunicato: “Tornando al problema di oggi – simile a quello del 2001 nei suoi effetti verso i cittadini – dal 31 marzo, come recita l’avviso attaccato sulla porta d’ingresso, il servizio è cessato, chiuso definitivamente. E’ il motivo è l’eccessiva burocrazia cui l’attuale Amministrazione di Rivalta ha sottoposto la FIDAS e tutte le associazioni. Una burocrazia che mette i bastoni tra le ruote alle attività del volontariato che non riescono più a stare dietro alle incombenze cui le sottopone. Per questo chiederò alla Signora – infermiera in pensione – che da anni gestisce il servizio di continuare a svolgere il suo compito ancora per tre mesi e a D’Anna di mettere a disposizione i locali. Questo vuole essere un piccolo contributo alla risoluzione del problema che mi rendo conto, da medico, cura il sintomo per un pò ma non elimina la malattia“.