Rivalta, forse molteplici le cause della moria di api domestiche Potrebbe non essere l'Etofenblu il solo motivo dell'alto tasso di mortalità delle api

Una stagione difficile per le api domesticheUna stagione difficile per le api domestiche

RIVALTA  – Non tutti gli apicoltori rivaltesi pensano che la moria di api “domestiche” sia stata causata  unicamente dall’Etofenblu, il prodotto impiegato lo scorso anno per distruggere le agguerrite zanzare di viale Cadore.

Cosa accadde il 31 agosto 2016

Il 31 agosto scorso il Responsabile dell’IPLA – Istituto per le Piante da legno e l’Ambiente Servizi dei Suoli della Regione Piemonte –  contattò il Comune rivaltese per segnalare la necessità di effettuare nell’area circostante viale Cadore una disinfestazione mirante a eliminare le zanzare adulte. Questo per evitare che, vista la presenza in zona di due casi di sospetta arbovirosi contratta all’estero, le zanzare fungessero da portatrici.  Per la disinfestazione fu impiegato appunto l’Etofenblu, il cui principio attivo Etofenprox risulterebbe dannoso per le piccole produttrici di miele.

Possibili anche altre cause

Pur non negando che l’Etofenblu rappresenti un pericolo per le api, l’apicoltore Stefano prende in considerazione anche altre cause della moria, come la grande siccità e la golosità delle piccole produttrici. “Con la grande siccità dello scorso anno le api si sono indirizzate non solo sui fiori ma anche sulle piante che, secernendo piccole gocce zuccherine, rappresentano un pasto goloso – spiega infatti Stefano – Se la piante così appetibili fossero però state trattate con antiparassitari rappresenterebbero un’altra possibile causa della mortalità riscontrata nei nostri alveari”.

Malattie stagionali e fattore umano

In più, considera l’apicoltore, la stagione calda favorisce il proliferare all’interno degli alveari di malattie come la varroa, un acaro parassita esterno che attacca le api da miele. A ciò, dice ancora Stefano, si potrebbe aggiungere l’errore umano che potrebbe aver contribuito, con l’impiego di prodotti inadatti e la mancanza di cure adeguate, all’alta mortalità delle piccole produttrici di miele.