Rivalta, forse un nuovo tracciato del Tav a San Vittore Forse sarà più lontano dalla storica Cappella

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RIVALTA – “Il   tracciato   sotterraneo   della   linea   Torino-Lione   sarà   allontanato,   rispetto   al progetto iniziale, dalla Cappella di san Vittore e dalle abitazioni limitrofe. Inoltre le due “canne sotterranee” saranno invece avvicinate, riducendo il consumo di suolo”, assicura  il candidato sindaco del centrodestra Michele Colaci che ha contattato Paolo Foietta, Commissario di Governo per l’asse ferroviario Torino-Lione.

Lavorare insieme

“Siamo convinti che la concertazione e il dialogo siano l’unica strada perseguibile per fare in modo che la Tav sia il meno impattante possibile per il nostro territorio – commenta Colaci – Foietta ha inoltre assicurato che  il suo impegno sarà, oltre a evitare i danni e i disagi di un cantiere,  anche destinare risorse in conto compensazioni, come peraltro già previsto nel parere del Ministero dei Beni Culturali  ed Ambientali, per realizzare ulteriori interventi di restauro e riqualificazione della Cappella di san Vittore e delle sue pertinenze”.

L’incontro di lunedì con il Commissario di Governo

“Sarà di certo un appuntamento proficuo, durante il quale saranno accolte anche le osservazioni dei cittadini rivaltesi sul tracciato che potrà essere ridisegnato rientrando nei luoghi istituzionali – afferma Colaci – L’ipotesi progettuale del percorso è infatti in corso di profonda revisione nell’ambito dell’Osservatorio”. Spiega infatti il candidato sindaco di centro-destra che nelle valutazioni e negli approfondimenti in corso sono state assunte e sviluppate le prescrizioni già formalizzate nel parere di Via del Ministero dell’Ambiente e nel parere del Ministero  dei  Beni  Ambientali  e  Culturali.  “Tra queste è stata già recepita la necessità di allontanare il tracciato sotterraneo dalla Cappella di san Vittore e dalle   vicine   abitazioni   vicine,   oltre   all’avvicinamento   delle   due   canne sotterranee per ridurre il consumo di suolo – conclude Colaci – Solo con il confronto con l’Osservatorio possiamo tutelare e   ridurre   al   minimo   i   disagi   provocati   dai   cantieri   per   la   realizzazione dell’opera».