A Rivalta le “istruttive” disavventure di una cittadina Il racconto di Claudia perché "un rivaltese avvisato è mezzo salvato"

A Rivalta una cittadina raccontaA Rivalta una cittadina racconta

RIVALTA  – La protagonista di questa storia – storia che sembra inventata ma è invece una triste realtà – si chiama Claudia, ma potrebbe essere Gabriella, Lucia, Federica o Maria. Oppure Filippo,  Guido o  Gianni, perché ciò che le è accaduto avviene, purtroppo, sempre più spesso.

Sembrava un evento quasi comico…

“Ciò che accadde nel dicembre 2012 ci sembrò sul momento avere in sé qualcosa di ridicolo. Perché, svegliati alle 2 del mattino dal furioso abbaiare del cane, uscimmo urlando contro i due  che stavano frugando nella mia vettura e ci accorgemmo che avevano rubato i sedili. – racconta ora Claudia – Allora ci chiedemmo con quale coraggio si erano messi a smontare una vecchissima auto proprio sotto un condominio, e soprattutto se per rivendere vecchi sedili era valsa la pena di correre un simile rischio…”. Poi Claudia non ci pensò più, abbastanza certa che si trattasse di un episodio isolato in una via che era sempre stata tranquilla.

Tutto in un mese e mezzo

Poi, dopo un periodo in cui non accadde nulla, gli eventi sembrarono precipitare. Nei primi giorni dello scorso luglio fu la volta di uno zaino, nascosto sotto il sedile e volatilizzatosi nella notte, lasciando dietro di sé un finestrino rotto. Una settimana dopo a scomparire furono le calotte degli specchietti retrovisori esterni e a poco meno di un mese di distanza, il 14 agosto, a prendere il volo da sedile posteriore furono la borsa di Claudia e quella della mamma.  “Inutile dire che rimanemmo senza un euro fino al 17 agosto, alla riapertura delle banche. – spiega ancora Claudia – Ancora adesso mi chiedo che cosa mai si proponessero di rubare i due ladri che fuggirono con le nostre borse su una auto con il bagagliaio aperto”.

Un primo giorno di primavera poco allegro

 L’ennesima disavventura di Claudia si consumò il 21 marzo quando, dopo aver lasciato la borsa nel bagagliaio della vettura, portò a passeggio i cani sul percorso del Sangone-Dora: “Al mio ritorno la vettura era chiusa come l’avevo lasciata, ma la borsa non c’era più. E questo mi fa pensare che ormai i ladri abbiano telecomandi universali per aprire qualunque tipo di auto”.  

Più sicurezza, prego!

Ma, lasciando da parte l’avanzato livello tecnologico della delinquenza, Claudia si chiede cosa si possa fare per aumentare la sicurezza sul territorio. “Se i furti fossero capitati solo a me direi che sono particolarmente antipatica ai ladri, oppure particolarmente appetibile – scherza Claudia che ha deciso di raccontare le proprie disavventure per mettere in guardia i frequentatori del parco del Sangone – Ma furti, rapine e scippi sono ormai entrati nella norma, anche per pochi euro, come mi è successo solo martedì scorso. E visto che le elezioni sono vicine vorrei che i quattro candidati nel loro programma ponessero una particolar attenzione al problema della sicurezza, spiegando chiaramente cosa intendono fare a riguardo, e soprattutto come”.