Rivalta saluta e ricorda Vittorio Pigay Il Rosario questa sera alle ore 20,30 presso la parrocchia dei Santi Pietro e Andrea

Rivalta piange Vittorio PigayRivalta piange Vittorio Pigay

RIVALTA  – Saranno celebrati domani mattina, mercoledì 3 maggio alle ore 10, presso la parrocchia dei Santi Pietro e Andrea, i funerali di Vittorio Pigay. Cittadino insignito nel 2016 della Benemerenza Civica, Rivaltese dell’anno 2013, appassionata sentinella dell’ambiente e uomo buono, Pigay è stato molto amato e ammirato da tutti coloro che hanno avuto la fortuna di conoscerlo.

Lacrime e sussurri

A raccontare di lui in questi giorni sono stati i silenzi smarriti, gli sguardi un po’ spersi, le lacrime asciugate furtivamente e le frasi interrotte bruscamente, nel tentativo di non rendere reale, parlandone, ciò che  ancora pareva impossibile. Perché a tanti sembra ancora incredibile  non poterlo più incontrare, chinato a raccogliere i rifiuti per strada, appoggiato alla fida bicicletta, occupato a curare gli amati tigli di Santa Croce oppure pronto ad aprire la Torre Civica  di cui era custode o la chiesetta dei Santi Sebastiano e Grato perché potesse ricevere aria e luce.

Un orologio rotto e l’impegno da taglialegna

Dopo il funerale di domani Vittorio Pigay sarà definitivamente lontano  ma non assente, perché vivrà ancora nei ricordi di chi lo ha conosciuto, in momenti diversi e sotto disparati aspetti. Nella veste forse poco conosciuta di orologiaio provetto lo ricorda infatti Paola Andolfi, il cui piccolo e tanto amato orologio da muro  fu rimesso in funzione da un colpetto da maestro di Pigay, arrivato prontamente in aiuto.  Come taglialegna lo rammenta invece Edoardo Tiengo che con lui spartì più volte la fatica di liberare la collina rivaltese da tronchi e rami caduti per  trasformarli in prezioso legname da ardere, economicamente utile all’Ospedaletto di via Einaudi.

Gradini scivolosi e bottiglie vuote

Gli scalini della Torre Civica, ricorda ancora Paola Andolfi, erano uno dei suoi crucci perché costruiti di terra, scivolosi e corredati solo da una corda consumata  a cui aggrapparsi. Cruccio che fu sostituito da un sorriso soddisfatto quando i gradini furono rifatti e lui, custode attento, poté far salire i visitatori in sicurezza. Come attento alla pulizia del territorio ne parla invece Renato Cucchietti che con Pigay ha condiviso il Volontariato Civico e  che non dimenticherà quando al mattino presto lo si poteva vedere in piazza della Pace occupato a raccogliere le bottiglie vuote di birra, abbandonate dai clienti del bar Samax, allora ancora aperto.

 Spirito libero e cittadino innamorato di Rivalta

Da Gabriella Cibin arriva invece il ricordo di Vittorio Pigay che, Ecovolontario quando la onlus rivaltese era agli inizi, portava negli incontri di pulizia mensili un pensiero puntuale e preciso e uno spirito libero che aveva come unici vincoli la cura, l’attenzione e l’amore per il territorio. Per  il sindaco Mauro Marinari  con la scomparsa di Pigay, cittadino esemplare, innamorato di Rivalta e sempre pronto a dedicarsi al volontariato civico, all’impegno associativo a favore della collettività, se ne va  un pezzo di storia locale, una figura conosciuta e riconosciuta da tanti rivaltesi che lo hanno apprezzato per il suo impegno gratuito, continuo e appassionato.

Fotografie di Rivalta “com’era” e flicorno tenore

Uomo di parole sempre pesate e giuste, risolutive e mai polemiche, supporto indispensabile nella ricerca fotografica di una Rivalta “com’era”, amico di famiglia per il quale il sindaco Neirotti era sempre Amalia, figlia di un caro amico e quindi “trascinabile”  senza indugio a vedere qualcosa che necessitava di immediato intervento. Così rimane Vittorio Pigay nei ricordi di Amalia Neirotti che ora si chiede se essere custode della torre civica e perciò di uno strumento che scandisce il tempo abbia rafforzato nello scomparso la scelta di conservare la memoria del passato con una generosa responsabilità civica di cui non si può che essere profondamente grati. Luigino Serravalle, che aveva scherzosamente soprannominato l’amico scomparso “Il Guardiano del Faro”, ha condiviso con lui anni di presenza nel Corpo Musicale La Rivaltese e ricorda quando nel 2011 Pigay, che suonava il flicorno tenore,  ricevette dalla Anbima – Associazione Nazionale delle Bande Italiane Musicali Autonome – la massima onorificenza per i 60 anni di musica, traguardo molto ambito ma raggiunto  solo da pochi  con la volontà tenace e l’impegno senza deroghe che caratterizzavano Vittorio Pigay.

Memoria storica e persona speciale

A concludere l’affettuosa catena dei ricordi è lo scrittore Gino Gallo per il quale Vittorio Pigay era una persona speciale, un rivaltese innamorato di Rivalta. Per i suoi modi garbati, la sua disponibilità a impegnarsi per far sì che il paese fosse più bello e attraente, Gallo ha  sempre avuto nei confronti di Pigay una grande stima e un profondo rispetto. Vittorio, spiega lo scrittore,  aveva una memoria prodigiosa, conosceva bene le vicende rivaltesi degli ultimi cento anni, in parte per esserne stato testimone diretto e in parte per quanto gli era stato raccontato dalla mamma Giuseppina. Del paese ricordava bene i fatti salienti, ma anche le vicende poco note, rammentava l’anno di nascita e di morte di numerosi compaesani, le loro storie e i legami di parentela, spesso complicati, fra tante famiglie. Poter parlare con lui era sempre piacevole e interessante, e per Gallo Vittorio Pigay è stato una fonte inesauribile di racconti, aneddoti, nomi, date e curiosità tanto che, senza il suo prezioso contributo unito a quello dell’amico barbiere-sarto Luigi Demaria, lo scrittore è certo che non sarebbe riuscito a raccogliere le tante informazioni che gli hanno consentito di raccontare Rivalta. A Vittorio va quindi il suo affettuoso ricordo e un grande grazie.