Rivalta, va in scena il carcere con la 2a D della media Don Milani

A Rivalta va in scena il carcereA Rivalta va in scena il carcere

RIVALTA  – Una nuova vita, una nuova scelta, per essere ciò che si vuole diventare preferendo la parte migliore di sé è il messaggio dello spettacolo “Carcere…io scelgo!”,  messo in scena lunedì scorso dagli studenti della classe  2a D della scuola secondaria di primo grado “Don Milani” di Rivalta.

 Cambi di scena e veloci bozzetti

Ospitato nel teatro della scuola elementare “Italo Calvino” del Villaggio Sangone e strutturato su veloci cambi di scena e altrettanti rapidi sketch, lo spettacolo ha avuto come filo conduttore l’esperienza di Gigi, che all’inizio è stato imputato in attesa di giudizio alle prese con un avvocato difensore stordito, con uno stenografo abituato a colloquiare con la propria macchina, con un avvocato dell’accusa avvezzo a dare un nome proprio agli oggetti,  con un giudice un po’ confuso e una guardia del Tribunale altrettanto spaesata.

Fra agenti confusi e detenuti svagati

Dopo le norme del carcere spiegate da un Direttore e da un agente capaci di confonderle con le regole della briscola, Gigi entra nella routine del carcere, dove incontra detenuti svagati, che sognano impossibili passeggiate alla ricerca di un gelato, che cercano un rimpiazzo per uno spettacolo che rischia di “saltare” per un trasferimento improvviso, e che si contendono il nuovo arrivato fino allo scoppio di un alterco. Alla fine è proprio Gigi, da solo in scena, a raccontare, come in un flash back, la sua scelta sbagliata di essere non più un semplice operaio ma un piccolo malvivente al servizio di un boss mafioso.

La scelta possibile

Ma, nel ricordo, una alternativa esiste, non una scelta impossibile come  un negozio di stufe alle Maldive o di tavole da surf in Svizzera, ma un realizzabile centro vacanze per bambini, per una nuova vita in un mondo fantastico dove vivere in armonia e portare il nostro essere “belli dentro”.

Dietro le quinte

Dieci ore di prove, tante risate, molto impegno, una docente di lettere intelligente e sensibile come Tiziana Spennacchio, un insegnante di teatro come Alessandro Cresto capace di mettersi in disparte per lasciar emergere gli allievi,  soggetto, dialoghi e sceneggiature realizzate dai ragazzi con solo un pochino di aiuto. Da tutto ciò è scaturito uno spettacolo divertente, serio e scanzonato nello stesso tempo, che gli studenti della 2a D hanno saputo portare avanti con intelligenza, superando anche piccoli imprevisti come i black out che hanno messo fuori gioco luci e microfoni, e ricevendo in cambio applausi a scena aperta, incoraggiamenti e una valanga di fotografie dagli spettatori presenti che erano una cinquantina e sembravano quattrocento.