Rivalta, in via Vespucci schiamazzi e parcheggio selvaggio I primi numeri civici della via i più tartassati

In via Vespucci il parcheggio selvaggio crea problemi ai residentiIn via Vespucci il parcheggio selvaggio crea problemi ai residenti

RIVALTA  – La piccola via Vespucci si snoda da via Marconi fino al Parco del Sangone. Fiancheggiata sui due lati da villette e piccole case con  rigogliosi giardini e curatissimi orti, potrebbe essere un luogo piacevolissimo dove abitare. Ma un parcheggio selvaggio e schiamazzi fino a notte inoltrata la rendono difficile da percorrere e da vivere, soprattutto nel primo tratto.

Da bar a pizzeria

A evidenziare una situazione peggiorata negli anni è Valter Mensio che dal civico 1 dove risiede fin dalla fine degli anni Ottanta ha visto l’estetista-parrucchiera e la scuola di danza di via Marconi essere sostituite o inglobate in parte da quello che era un bar e ora è diventato una pizzeria.

Il problema del parcheggio selvaggio

Mensio tiene però a precisare che il problema non è la pizzeria quanto il parcheggio selvaggio di chi è troppo pigro per posteggiare nei comodi parcheggi  a qualche metro di distanza e preferisce lasciare l’auto a pochi centimetri da cancelli e cancelletti, perché non esiste un marciapiede a far rispettare le distanze.

Dopo le 19.30 il disastro

“Non esiste nessun segnale di divieto che impedisca il posteggio, così che dopo le 19.30, quando i passaggi della Polizia Locale non rappresentano più un deterrente, succede un disastro – spiega Mensio – Le auto sono  parcheggiate così a ridosso dei nostri ingressi che il più delle volte ci è impossibile entrare o uscire”. Per non parlare, continua Mensio,  di quando, attendendo ospiti, si parcheggiano sulla via le proprie auto per “tenere” il posto e permettere ad amici e conoscenti di entrare in casa, oppure si usano cassette della frutta per avere un passaggio  e portare a casa un figlio infortunato.

Bottiglie, pattume e schiamazzi

Come se non bastasse, dice ancora Mensio, le auto così mal parcheggiate diventano un posto molto comodo dove ridere, scherzare a parlare ad alta voce fino al mattino: “Nel frattempo i cani non tenuti a guinzagli rompono i sacchi del pattume e il mattino raccogliamo cartacce, bottiglie vuote e tutto ciò che viene buttato nelle rampe dei cortili. Per non parlare di ciò che troviamo nei contenitori della raccolta differenziata, come le bottiglie nel contenitore del verde e i pannolini sporchi in quello  del verde”.

“Omini” o marciapiede?

Abbandonata l’idea di avere un marciapiede per problemi di spazio,  i residenti avevano pensato alle paline di ferro che, a coppie davanti agli ingressi, tenessero a distanza le auto troppo invadenti. Al momento però, nonostante le ripetute richieste, gli “omini verdi” con o senza catenella restano solo una speranza.

La risposta del’Assessore ai Lavori Pubblici Roberto Fantoni

 Al corrente dei disagi che il parcheggio selvaggio provoca ai residenti di via Vespucci è l’Assessore ai Lavori Pubblici Roberto Fantoni che prospetta due possibili soluzioni. “Una riga bianca tracciata sull’asfalto della via a circa 50 centimetri dalle case servirebbe a tenere lontane le auto quel tanto sufficiente da permettere entrata e uscita dalle abitazioni –  ipotizza l’Assessore – In questo modo la Polizia Locale avrebbe la possibilità di comminare sanzioni a chi non rispetta la distanza”.  Più incisivi di una semplice segnaletica orizzontale – che potrebbe non rappresentare un deterrente sufficiente al posteggio selvaggio –  sono invece i paletti in ferro. Posizionati all’inizio della via, dice infatti il Comandante della Polizia Locale Giulio Facchini,  ostacolerebbero il parcheggio incontrollato e nello stesso tempo fungerebbero da protezione a un passaggio pedonale che esiste già su via Marconi e che dovrebbe solo essere prolungato.