A Rivalta non si può più fare volontariato? Il Volontariato Civico Coordinato è bloccato dalle leggi

Il municipio di RivaltaIl municipio di Rivalta

RIVALTA -Negli anni scorsi, il Comune di Rivalta promosse la costituzione di un servizio di Volontariato Civico coordinato con gli uffici comunali, che di volta in volta proponeva obiettivi di lavoro, ne finanziava le piccole spese materiali e l’ assicurazione infortuni dei volontari e supportava le necessità logistiche. Negli anni questa attività ha prodotto benefici visibili a costo quasi zero per la collettività; creazione di piccoli giardini, piccole potature, tinteggiatura di panchine pubbliche, pulizie straordinarie dai rifiuti di strade e giardini, aperture festive del giardino del castello.

Lo stigmatizza Paolo Caparello, uno dei volontari: “Purtroppo ad aprile 2017, una segnalazione della segreteria comunale, basata su un parere della Corte dei Conti regionale, suggeriva all’amministrazione Marinari ormai a fine mandato, di sospendere l’attività di volontariato nella forma attuale, ripromettendosi di continuarla in forma legalmente sostenibile nell’immediato futuro. Scoglio sostanziale erano le spese dirette a favore dei volontari (l’ assicurazione infortuni in pratica) che a parere della Corte il Comune non può sostenere per personale non dipendente. Il 26 settembre, convocata dall’amministrazione De Ruggero, si è svolta una riunione tra la nuova Giunta ed i volontari per comunicazioni inerenti il Servizio di Volontariato. Si sono sentite dichiarazioni di apprezzamento per il lavoro svolto da parte del signor Lentini, delle signore Cerrato, Imbimbo ed altre di cui non ho preso nota, con manifestazione della volontà di continuare l’esperienza anche sotto la nuova amministrazione.

In definitiva la proposta è stata quella di costituirsi in associazione privata, con statuto, registrazione, consiglio e presidenza, costi di assicurazione e funzionamento a carico degli iscritti e promessa di rifusione dei medesimi da parte del Comune a fronte di attività a progetto da presentare di volta in volta per l’ approvazione. La delusione è stata unanime, tanto più che la proposta non si discosta di una virgola dall’ipotesi già ventilata dalla segreteria comunale ad aprile dopo la sua segnalazione e già criticata dai volontari stessi, con la richiesta di una verifica approfondita di alternative. Stante il regolare svolgersi della stessa attività organizzata come a Rivalta, in molti comuni grandi e piccoli, Torino per esempio, dove nacque con l’ amministrazione Fassino e tuttora prosegue felicemente con l’amministrazione Appendino.

Tutti fuorilegge? La ragione del non gradimento non è di forma, ma di sostanza. Il singolo volontario si propone come aiuto alla macchina comunale, non in sua sostituzione, la sua disponibilità sono ore da spendere in lavoro pratico, non in attività burocratiche od organizzative. E come elemento esterno non avrebbe alcun potere di coinvolgimento dei servizi comunali indispensabili come coadiuvante per molte attività (trasporto e rimozione sfalci o rifiuti p.e.), senza parlare del coordinamento per evitare attività in doppione coi servizi tecnici. La promessa di puntuali impegni reciproci tra associazione e macchina comunale con statuti e convenzioni, senza un coinvolgimento attivo e diretto di persone dell’amministrazione come avvenuto in precedenza è sicura premessa di un partenza zoppa“.