Rivoli, arriva il consiglio comunale dei ragazzi Gli studenti hanno presentato il loro progetto annuale

Rivoli, consiglio comunale dei ragazziRivoli, consiglio comunale dei ragazzi

RIVOLI – Nasce nel 1996 il consiglio comunale dei ragazzi. Un’opportunità per gli studenti rivolesi, eletti dai propri compagni, di riunirsi e ideare dei progetti che interessano i più giovani. Il tema di quest’anno è molto ampio e che negli ultimi tempi fa molto discutere: l’uso eccessivo dei cellulari e di internet. L’assessore Zoavo ha quindi colto l’occasione per ribadire l’impegno dell’amministrazione per quanto riguarda tale fatto, annunciando gli incontri futuri con le famiglie e la Polizia. Durante questi mesi i ragazzi hanno inoltre ideato la possibilità di rinnovare il proprio sito.

Il CCR
Presenti durante le manifestazioni che interessano la città, come il 25 aprile e il 2 giugno, i ragazzi del consiglio comunale dei ragazzi provengono da diverse scuole rivolesi. Sono in tutto 39, e si incontrano mensilmente in comune, con l’unico scopo di contribuire al benessere della città e dei propri coetanei. Un’opportunità per i più di giovani di collaborare e diventare responsabili. Il progetto annuale su internet ha come titolo “Ti presento la mia scuola 2.0“, pensato proprio per aiutare ad utilizzare internet in modo corretto. “Uno strumento importante che va usato con consapevolezza – dichiarano i ragazzi -. È importante individuare le problematiche però. Abbiamo dedicato una riflessione anche al cyberbullismo“. I ragazzi hanno inoltre ideato un concorso fotografico, destinato ai più giovani, invitandoli a partecipare fotografando zone o monumenti della città. I progetti e le attività del consiglio comunale dei ragazzi sono stati accolti con entusiasmo dall’amministrazione. “Complimenti per l’attività che svolgete all’interno del ccr – ha commentato il sindaco Franco Dessì -. Internet e i social sono un grande strumento di libertà e crescita, tuttavia assistiamo alla degenerazione di questi strumenti che rendono schiavi. Importante è dare la consapevolezza di un uso maturo. Quanto fatto è meritorio. Quindi i grazie”.