Oltre 500 le firme raccolte per la riapertura della caffetteria storica del Castello di Rivoli Obiettivo dell'Associazione culturale La Meridiana: restituire alla Città il locale che ospitò Pirandello e Tomasi di Lampedusa

Un momento della raccolta firmeUn momento della raccolta firme

RIVOLI – Hanno ricevuto critiche di ogni genere. “E’ solo una farsa”, “C’è ben altro a cui pensare”, “Non è con queste stupidaggini che si risolvono i problemi della città e dei suoi abitanti”. Ma, imperterriti, sono andati avanti per la loro strada per tutta l’estate, con l’obiettivo di sensibilizzare la popolazione sul sogno dell’Associazione culturale La Meridiana e di molti altri rivolesi e non: la riapertura della caffetteria storica del Castello di Rivoli.

Così, a partire dal 25 giugno fino alla scorsa settimana, la domenica mattina, dalle undici a mezzogiorno, i soci della Meridiana si sono ritrovati davanti allo storico bar del Castello di Rivoli a raccogliere firme a sostegno della loro petizione. Sono oltre 500 le sottoscrizioni raccolte, che ora saranno inviate al presidente della Regione Sergio Chiamparino e al sindaco della Città di Rivoli Franco Dessì, accompagnate da una lettera con la quale La Meridiana cercherà di stimolare un ripensamento sulla destinazione dello storico locale di piazzale Mafalda di Savoia, del quale oggi rimane soltanto una labile traccia all’esterno: la scritta sul muro.

I locali concessi in comodato d’uso alla Regione

Gli storici locali, concessi in comodato d’uso alla Regione per il Museo d’Arte Contemporanea e l’attività del Dipartimento Educazione del Castello, sono stati riconvertiti in laboratori didattici e dedicati alle attività artistiche per bambini e ragazzi. Nella zona un bar c’è, e si trova in punta alle scale della Manica Lunga. Ma “La Meridiana” vorrebbe che il “vecchio bar” tornasse “alle famiglie, ai viandanti, ai turisti, per far rivivere la parte aulica di Rivoli”.

Il ritorno alla Città della caffetteria che ospitò Pirandello, Tomasi di Lampedusa e tanti cittadini meno noti, di Rivoli e non, dovrebbe essere motivo di vanto per una città che ama definirsi turistica e di charme”, spiega il presidente de La Meridiana, Carlo Zorzi. Racconta: “E’ per questo che quest’estate, tutte le domeniche, abbiamo dispiegato il nostro striscione, portato tavoli e sedie davanti al vecchio bar e offerto l’aperitivo ai passanti con il sottofondo musicale della fisarmonica di Mimmo Catalano. Le adesioni all’iniziativa sono state raccolte in un clima sereno di festa, oltre che attraverso la piattaforma Change.org”.

A sottoscrivere la petizione non solo tanti rivolesi, ma turisti francesi, tedeschi, olandesi e americani. Anche da Torino sono arrivati in tanti ad apporre la loro firma, sull’onda dei ricordi di quando il Castello era luogo di aggregazione e il bar fungeva da catalizzatore.

Un’iniziativa apprezzata e criticata

Scorrendo le pagine di pubblicazioni e piattaforme social abbiamo constatato che la nostra richiesta è stata da taluni messa in discussione e criticata. Tutto legittimo, sia chiaro. Non ci piace tuttavia vederci cucito, nostro malgrado, l’abito di chi è contro le attività attualmente svolte in quei locali. Essere dipinti come l’uomo cattivo dedito all’alcol che strappa i gessetti colorati di mano ai bambini è etichetta che non meritiamo. Restiamo solo fedeli alla nostra storia, che ci sforziamo sempre di ricordare e di aiutare a ricordare alle nostre, spesso distratte, istituzioni. Le finalità statutarie della nostra associazione ci impongono sudditanza alla storia, ed è quanto cerchiamo di fare in città”, conclude Zorzi.