Rivoli: senz’acqua la “Grotta del ninfeo”, nei giardini medievali del Castello Alla vigilia della sua apertura straordinaria al pubblico, rimane a secco per un guasto idraulico una delle grandi attrazioni della città

Castello di Rivoli La grotta del ninfeoCastello di Rivoli La grotta del ninfeo

RIVOLI – E’ rimasta a secco la “Grotta del ninfeo”. Uno dei gioielli nascosti di Rivoli, nei giardini del Castello, è senz’acqua proprio in uno dei rari periodi in cui è aperta al pubblico.

Giochi d’acqua e sottofondo sonoro

La Grotta del ninfeo è un luogo davvero particolare, dove il visitatore viene accompagnato nel suo percorso da giochi d’acqua e sottofondo sonoro. E’ indicata tra le attrattive della rievocazione storica “Sposalizio di Bianca di Savoia con Galeazzo II Visconti”, che celebra la sua terza edizione proprio in queste ore. Ma questa volta i visitatori dovranno accontentarsi del sottofondo sonoro. La segnalazione del guasto idraulico è già pervenuta agli uffici del Comune. Ma i tempi tecnici per la sua riparazione non saranno così immediati.

La storia della Grotta del ninfeo

Il ninfeo è una grotta artificiale in cui si aprono grandi nicchie. Fa parte di un vasto progetto di riqualificazione e ampliamento dei giardini medievali del Castello, predisposto intorno al 1560 dall’architetto Francesco Paciotti da Urbino, su incarico di Emanuele Filiberto di Savoia, rimasto incompiuto.

La grotta è collegata a una grande cisterna sotterranea. Coperta da volte sorrette da nove pilastri, riceveva l’acqua dalla fonte collinare del pozzetto, di origine romana. La vegetazione spontanea, nata dallo stillicidio delle acque, era parte integrante della grotta. Ispirata alla cultura del ninfeo classico imperiale romano, deriva dal mito greco di Zeus e della Sibilla.

Il sapiente restauro l’ha resa un gioiello

Grazie a un accurato restauro realizzato dall’architetto rivolese Gianfranco Gritella, quest’ambiente rivive oggi con giochi d’acqua e un apparato musicale che accompagnano il visitatore contribuendo ad accrescere il fascino del luogo. Attualmente l’accesso al Ninfeo avviene attraverso la sede della Società Bocciofila Rivolese.