Rivoli, il sindaco Dessì: “L’arresto di un consigliere ha rappresentato un fatto grave per la città”

Il municipio di RivoliIl municipio di Rivoli

RIVOLI – È stato arrestato lo scorso 15 maggio il consigliere comunale del gruppo dei Moderati Francesco Massaro. Il 65enne è stato accusato di aver chiesto denaro a degli imprenditori, promettendo loro favori in merito a dei lotti edificabili sul territorio. A parlare su questo grave fatto di cronaca è stato il sindaco di Rivoli Franco Dessì, che ha colto l’occasione per fare delle precisazioni in merito.

Le dichiarazioni

L’arresto ha rappresentato un fatto grave per la vita politico-amministrativa della nostra Città. Ci hanno sorpreso ed amareggiato la natura di quanto viene addebitato e la consapevolezza che simili episodi portano sempre acqua al mulino dell’antipolitica e del qualunquismo – sostiene il primo cittadino -, per i quali si tende a generalizzare le responsabilità personali in un pericoloso processo di demonizzazione della classe politico-amministrativa e di delegittimazione delle istituzioni pubbliche”. Il sindaco Dessì ha poi voluto precisare e chiarire i fatti che ricondurrebbero a delle connessioni tra il ruolo del consigliere Massaro come Presidente della I Commissione Consigliare “Assetto ed uso del territorio e dell’ambiente” e la possibilità di incidere sulle pratiche edilizie. “Il Presidente di Commissione ha solo il compito di convocare le relative sedute e di disciplinarne e coordinarne i lavori. Sotto il profilo del peso decisionale, il Presidente di una commissione incide sui singoli atti solo con il proprio voto, in qualità di Consigliere, sia nella Commissione, sia nell’ambito del Consiglio Comunale”.

L’arresto

Quanto accaduto, da una prima analisi dei fatti ed in attesa degli sviluppi dell’inchiesta, sembrerebbe isolare le responsabilità nella sfera personale dell’interessato – ha proseguito il sindaco – senza il coinvolgimento di altri soggetti della struttura politico-amministrativa della Città. Abbiamo il massimo rispetto del lavoro della magistratura, ma ribadiamo altresì il rispetto verso chi è coinvolto in vicende giudiziarie nella fase di inchiesta preliminare ai gradi di giudizio; il nostro garantismo non è e non sarà mai ad assetto variabile, in funzione delle figure istituzionali, delle rappresentanze politiche e delle loro appartenenze. In assenza di fatti nuovi sul fronte dell’inchiesta, ci asterremo da ogni ulteriore considerazione”.