“La rivoluzione della Musica”: Associazione Segno e Istituto Somis insieme a parlare degli ultimi 50 anni di storia musicale L'appuntamento venerdì 28 in Corso Trieste a Susa presso la sede del Somis

Country Joe Mc Donald - A WoodstockCountry Joe Mc Donald - A Woodstock

SUSA –  “Com’è cambiata e dov’è arrivata la musica dagli anni ’60 ad oggi?”  Col sottotitolo un po’ occhieggiante ai nostalgici della “musica militante” (ovviamente italica e a sinistra)  degli anni  ’70 “la rivoluzione della musica”. E’ quanto vuole capire, ascoltando buona musica dal vivo, l’Associazione “Segno” nel suo nuovo appuntamento  venerdì 28 aprile alle ore 21,00  presso la sede dell’Istituto Musicale “Giovanni Battista Somis”  in Corso Trieste a Susa.

Non per nulla Segno ha messo in copertina il vecchio Country Joe Mc Donald, classe 1942, veterano della prima ondata in Vietnam, che con i Fish, suonò a Woodstock (lì è stata scattata la foto) nell’agosto 1969. Oggi temo sconosciuto ai più. In quell’anno a Sanremo, mentre sul palco sotto la pioggia suonavano, Joe Cocker, Dylan, la Baez, Santana, CSN&Y, Ritchie Heavens, Janis Joplin, i CCR, gli Who, i Jefferson Airplane, ecc.  vincevano Bobby Solo e Iva Zanicchi con “Zingara”, ma sul palco in riviera salivano anche Wilson Pickett, Stevie Wonder e Rocky Roberts. La rivoluzione, questa sì, del Rock, arrivava in Italia. Dove 4 anni prima erano anche già approdati i Beatles, anche se un po’ sottovalutati al Vigorelli di Milano e poi nell’aprile 1967 anche gli Stones a Roma.

E di lì la storia musicale con le radici piantate nel blues e nel soul, diventerà comune e universale. Dai Genesis, agli Yes, ai Pink Floyd, passando per gli Abba e i Bee Gees, fino a Michael Jackson. Tutto diventerà fenomenologia pop e pop-rock.

Il Presidente di Segno  Fabrizio Zandonatti, stavolta quindi esce dai binari della storiografia politica e presenterà il terzo incontro della rassegna “I nostri ultimi 50 anni: un presente fatto storia“, cercando di “capire  e analizzare come sia cambiata questa forma d’arte dagli anni ’60 ad oggi e come abbia infleunzato costume e anche politica della nostra società”.

Per farlo,  si avvarrà del contributo di esperti e anche di un tappeto di citazioni di musica live, grazie agli insegnanti ed ai ragazzi del Somis.

Certo che dalle cantine, ai piccoli locali, dai vinili, alle cassette, passando per CD e agli .mp3  scaricabili dalla rete (invenzione peraltro valsusina dovuta all’almesino Leonardo Chiariglione ), dai primi video, ai progetti  multimediali, la musica pop/rock è cambiata molto. Ma, piaccia o no è rimasta sempre anche un business miliardario, nella mani delle grandi mayor e dei procuratori. E un po’ come il calcio di oggi ha perso via via  la spontaneità e il fascino che avevano i grandi protagonisti di un tempo.

Quello ad esempio del vinile. Che sta insospettabilmente soppiantando nei gusti degli ascoltatori i suoi due più giovani rivali – CD e mp3 – al punto da far schizzare in alto le quotazioni sul mercato degli album originali. Ascoltare quei brani sul giradischi, con il leggero fruscio analogico di una volta. In fondo chi non riflette sulla musica è un forestiero che vaga senza mappa in terra straniera… Perché ognuno di noi ha una propria colonna sonora “inside”. E come un Barolo del’ 69 un buon disco invecchiando migliora.

I relatori:

  • Alessandro Besselva Averame, giornalista e critico musicale Alessandro Besselva Averame, redattore del mensile Rumore, nonchè autore di numerose pubblicazioni, come il volume dedicato ai testi commentati dei Pink Floyd ed una traduzione di una biografia su Marvin Gaye.
  • Gigi Giancursi, rivolese, chitarrista e compositore, membro fondatore del gruppo rock dei Perturbazione, con i quali ha suonato per circa 25 anni, calcando anche il palco dell’Ariston di Sanremo, ed oggi protagonista di una brillante carriera solistica, ma anche in duo con la cantante Linda Messerklinger o in collaborazione con gruppi noti come i Mambassa. Giancursi, nel corso della serata, eseguirà anche alcuni pezzi dal vivo
  • Giorgio “Gram” Brezzo, giornalista locale, musicofilo rock, il cui nick name prende ispirazione da Gram Parsons, pseudonimo di Ingram Cecil Connor III, cantautore, chitarrista e pianista americano, già membro dei Byrds e dei Flyng Burrito Brothers, con all’attivo un paio di album solisti, prima di schiantarsi nel 1976 per overdose, fine comune a molti artisti di quella generazione e – ahinoi- anche di quelle successive.  E conosciuto principalmente per essere stato tra i fondatori del genere country rock. Brezzo fungerà da moderatore, ma difficilmente tiuscirà a contenere la sua immensa cultura musicale di quel periodo.
La locandina dell'appuntamento di Segno

La locandina dell’appuntamento di Segno