Rospodotti in bassa val Susa Torna il progetto della Città Metropolitana per salvare i batraci durante la stagione riproduttiva

SESTO anno consecutivo per il progetto varato dall’allora Provincia a proseguito ora dall’erede Città Metropolitana per mettere al sicuro i rospi dalle ruote delle automobili, in questi giorni di inizio primavera, quando gli anfibi attraversano le strade per ritornare dai luoghi del letargo invernale a quelli della riproduzione estiva. I batraci (rospi e rane) sono infatti una specie abitudinaria che, di stagione in stagione, torna nello stagno dove è nata per cercare una compagna o un compagno con cui accoppiarsi e generare nuovi girini. D’inverno, poi, si nasconde nei boschi, dove trascorre il letargo. Spesso, accade però che gli spazi naturali dello stagno e del bosco siano stati separati dall’uomo, che ha costruito una strada. I rospi devono attraversare il nastro d’asfalto e rischiano di finire schiacciati dalle automobili che, per la loro piccola taglia, soprattutto di notte, non li vedono e non riescono ad evitarli. Per scongiurare stragi di batraci, in tre comuni della nostra zona, al confine tra Buttigliera e Rosta e a San Giorio, la Provincia, responsabile del servizio di tutela della flora e della fauna, oltre che proprietaria delle strade,  ha realizzato dei rospoditti: dei veri e propri sottopassaggi, costruiti con un tubo di metallo infilato sotto il manto asfaltato, che permette agli anfibi di attraversare in sicurezza. Sottopossaggio accompagnato da un percorso delimitato da reti, che convoglia dalle aree boscate gli animali verso il condotto. Tra Buttigliera e Rosta, il rospodotto corre lungo la provinciale Avigliana – Rivoli e aiuta la comunità di batraci del lago accanto a Cascina Nuova, nell’area di Ranverso, a rienterare nello stagno dal bosco ai piedi della collina morenica. Un’infrastruttura simile c’è anche a San Giorio.

Accanto ai rospodotti resta comunque l’opera del personale del servizio di tutela della fauna della Città Metropolitana, che nei periodi in cui le migrazioni sono più intense, monitora i punti di maggior pericolo, rallentando il traffico e aiutando manualmente i batraci ad attraversare. Opera affiancata dal contributo di diversi volontari.