Rosta è il paese più ricco Si riconferma al vertice della "classifica" dei redditi pro capite: la ricetta del successo spiegata dal sindaco Tragaioli

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ROSTA tiene inossidabile un primato che ha da qualche anno, riconfermandosi il primo centro della nostra zona per reddito pro capite dei residenti. Una notizia che, in realtà, non stupisce, non solo perché riconferma di un trend noto, ma perché da sempre il centro a cavallo tra l’ultima cintura torinese e la val di Susa è calamita per la residenzialtà di valore. Qual è il segreto di questo successo che porta, nel 2014, la media dei redditi pro capite a sfiorare i 26mila euro, superando altri centri notoriamente “ricchi” come i vicini di Buttigliera (23mila euro), ma anche di Giaveno (20mila euro) o la perla dell’alta valle, Sestriere (poco meno di 20mila euro), secondo i dati diffusi dal Ministero delle Finanze? L’abbiamo chiesto al sindaco Andrea Tragaioli che da nove anni guida l’amministrazione.

«Ci troviamo in una posizione strategica, all’imbocco della val di Susa, in una piacevolissima zona collinare, collegati al centro di Torino in meno di mezz’ora di treno e altrettanto di auto, a pochi minuti dall’imbocco della tangenziale – spiega Tragaioli – La nostra amministrazione, poi, punta sull’offerta di servizi per le famiglie, come ad esempio l’asilo nido. Attiriamo quindi naturalmente chi lascia Torino o la prima cintura per cercare una migliore qualità della vita». Geografia, infrastrutture e servizi, ma anche una precisa politica urbanistica che, da sempre, privilegia l’edilizia di qualità, rifiutando condomini o quartieri popolari. «Sicuramente, la tipologia immobiliare del nostro paese richiede un importante investimento per chi intende acquistare un terreno per edificare o una villetta – riprende il sindaco – La tipologia di persone che viene ad abitare da noi, quindi, ha, per la maggioranza, un buon portafoglio: professionisti o imprenditori». Politica urbanistica che, assicura Tragaioli, proseguirà in questa direzione: «E’ finito da tempo il periodo delle grandi lottizzazioni: la nuova variante al piano regolatore riduce gli indici di edificabilità e punta su costruzioni di qualità. Direzione che, devo dire, è ben seguita dal mercato immobiliare» Qualità e non più quantità, quindi, meno cubatura e interventi di maggior pregio.

A quanto pare, nemmeno la crisi, con i dati del 2014, anno ancora nero per l’economia non solo italiana, ha scalfito più di tanto la posizione dei rostesi. «Il nostro tessuto imprenditoriale è fatto di eccellenze che hanno tenuto bene la crisi, ma anche di piccole aziende a conduzione per lo più famigliare che sono riuscite, anche loro, a resistere – dettaglia il sindaco che chiude con una battuta di orgoglio – Queste notizie non possono che farmi piacere, anche perché significa che i nostri concittadini pagano le tasse, dichiarando correttamente i propri redditi che vengono così rilevati dai dati del Ministero».