San Giorio: ” Nella notte e nella nebbia” oratorio per celebrare la Giornata della memoria Sabato 20 gennaio alle 21 al salone polivalente

theresienstadt

SAN GIORIO – Sabato 20 gennaio alle ore 21.00 nel salone polivalente, in occasione della “Giornata della Memoria 2018“, la Compagnia Il Teatro presenta “Nella notte e nella nebbia“,  oratorio civile in nove quadri di Marco Scoffone.

L’autore spiega così la sua opera: “Scrivere dell’Olocausto è allo stesso tempo la cosa più semplice e difficile che si possa fare: semplice perchè la quantità di materiale esistente è sufficientemente esaustivo per ogni tipo di ricerca e approfondimento; difficile perchè, proprio per l’enorme mole di documentazione, si rischia di essere frammentari e lacunosi e, in un secondo tempo, eccessivamente coinvolti emotivamente. In “Nella notte e nella nebbia” ho cercato, per quanto possibile, di evitare racconti eccessivamente crudi che non avrebbero sicuramente contribuito ad una maggiore comprensione del problema ma che avrebbero solo aggiunto dei toni macabri ad un argomento, già di per sè, sufficientemente orrendo. L’obiettivo che mi sono posto è stato invece quello di relazionare i fatti avvenuti, presentarli per quello che sono stati, senza commenti o partecipazione, in modo da delegare volutamente al lettore, o spettatore, le conclusioni morali e/o storiche degli avvenimenti. Resta il fatto che, anche se la tragedia trattata viene resa sotto forma teatrale, le vicende narrate sono realmente accadute e i dialoghi sono tratti dalle testimonianze ufficiali rese dalle vittime. Un narratore, Maurizio Pisu, accompagna lo spettatore nello svolgersi degli avvenimenti ed è coadiuvato da quattro lettori, Federico Carcano, Massimo Chianello, Tamara Cesaroni e Federico Martoglio  che, di volta in volta, assumono il ruolo di carnefici o vittime, e da due attori, Noemi Cavaletto e Luigi Pognant, che scandiscono il tempo che passa; il lamento delle vittime, nella loro individualità, viene evocato dalle voci di un violino, Mathilde Chirico e di una viola, Enrico Salvetti, che segnano i vari passaggi; la ninna nanna “Wiegala”, eseguita dalla soprano Maddalena Rocca, è stata scritta e musicata nel campo di Theresienstadt da Ilse Weber, che la cantò, insieme ai bambini rinchiusi in una camera a gas di Auschwitz, fino alla morte. In tutta l’orazione civile è fortemente presente l’individualità – l’uno – poichè fino a quando si considera la massa, la moltitudine, non si avrà mai la possibilità di vedere altro che numeri, piccoli o grandi che siano, ma sempre solo numeri: entrando nell’individualità si ritrova invece una parte di noi stessi, gli amori, le passioni, le sofferenze e solo allora è possibile comprendere la tragedia di quanto è successo”

Visti i recenti incendi che hanno devastato la Valsusa, l’incasso della rappresentazione verrà interamente devoluto alle associazioni locali, segnalate dai Comuni di riferimento, che contribuiscono alla salvaguardia e alla sicurezza del territorio e dei suoi abitanti.