Sandro Plano rimpalla le accuse del M5S di “chinare la testa ai poteri forti” Continua il battibecco a distanza fra il Sindaco di Susa e la Consigliera regionale pentastellata Frediani

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SUSA – Continua il punzecchiarsi a vicenda fra Plano e il Movimento 5 Stelle, a botte di comunicati stampa e post sui social network delle rispettive fazioni. Tutto normale in politica, non fosse che la lista Plano a Susa si regge se non sui consiglieri pentastellati, sui voti che per i grillini han pesato circa il 40% degli elettori. Un peso quasi insignificante in consiglieri invece, in quanto di eletti ortodossi del M5S se ne contano a essere generosi due. L’argomento del contendere stavolta  non sono le Compensazioni della Nuova Linea Torino Lione, indispensabili  a salvare il Teatro Civico, ma il passaggio del cavidotto di Terna, che passerà lungo la statale 24. Nella sua replica, affidata al solito comunicato dal Palazzo Civico, Plano va giù di accetta:“Il Consigliere regionale Francesca Frediani – residente a Condove -ha pubblicato un comunicato stampa contenente un’ennesima critica all’Amministrazione comunale di Susa. Nel caso specifico sul cavidotto Terna ci accusa di “chinare la testa di fronte ai poteri forti”. Questo atteggiamento deriva evidentemente dalla strategia del suo Partito di rivendicare l’esclusiva nella difesa del territorio e dei cittadini. Senza aspettare solleciti di chicchessia, “a testa alta”, nelle riunioni informali e nella Conferenza dei servizi preliminare e con gli altri Comuni interessati, abbiamo già esposto tutte le criticità di questo progetto, come risulta dai verbali. Abbiamo inoltre affidato a un team di esperti del Politecnico di Torino l’incarico di valutare i possibili effetti della linea elettrica sulle persone e sull’ambiente. La relazione conclusiva rileva che le emissioni sono paragonabili a quella del campo magnetico terrestre e quindi praticamente nulle. Per quanto riguarda le servitù e l’impossibilità di costruire anche piccole tettoie, si noti che il tracciato corre su strada statale, a fianco dell’acquedotto di valle, dei cavi a fibra ottica e quindi qualsiasi tipo intervento è già condizionato da queste fasce di rispetto molto restrittive. In Consiglio comunale abbiamo accolto la richiesta dell’opposizione di invitare TERNA a riconsiderare al tracciato originario e di fare ulteriori approfondimenti sugli aspetti sanitari. “

Il passaggio del cavidotto verrà realizzato nel tratto italiano da una società partecipata al 50% da Sitaf, e transiterà sotto la seconda canna del traforo autostradale del Frejus, e per gran parte lungo la A32. Tranne nel tratto delle gallerie da Salbertrand a Bussoleno. E questo per motivi tecnico-economici, legati alla difficoltà pratica di rimodulare le gallerie stesse adeguandole alle normative per l aposa del nuovo elettrodotto.
“Siamo già stati testimoni di politici che sono venuti in Valle di Susa – continua Plano- a cavalcare il tema dell’ambientalismo e del Tav, salvo poi, tornati a Roma, dimenticarlo. Sulla carta d’identità della Frediani, alla voce: professione, presumo ci sia scritto “politico” o qualcosa di simile che indica la sua occupazione attuale. Da Amministratori e cittadini la invitiamo quindi a esercitare il suo ruolo indirizzando la protesta e le critiche agli indirizzi corretti dei poteri forti: Terna Spa –  Roma e al Ministero delle Infrastrutture, sempre a Roma, anziché sprecare energie e comunicati con i poteri deboli.”
In attesa della prossima puntata.