Sangano, “Gli Sfocati” riaccoglierebbero Letizia a braccia aperte Il contrasto era con il genitore non con la ragazzina, assicura il presidente dell'Associazione di fotografia

La giovane Letizia con la macchina fotograficaLa giovane Letizia con la macchina fotografica

SANGANO  – Un corso di fotografia, un contrasto fra adulti e tanta mortificazione per Letizia Galgani, la quindicenne di Sangano che è stata “invitata” ad abbandonare il corso a cui era regolarmente iscritta per un contrasto sorto fra il padre e l’Associazione “Gli sfocati”.

Incredulità e dispiacere

 Ancora adesso, Letizia non comprende perché i contrasti sorti  fra i membri del circolo e suo padre abbiano costretto lei ad abbandonare il corso. “Ci sono rimasta molto male perché non me l’aspettavo, anche perché sono stata cacciata dal corso dopo che mi era stato assicurato che io non c’entravo nulla con la disputa e potevo perciò rimanere – spiega adesso la quindicenne di Sangano –  E non mi sembra che l’unica osservazione fatta da mio padre durante le lezioni sia stata così grave da cacciarlo in malo modo dalla sala di fronte a tutti i partecipanti”. Ad addolorare, Letizia, infatti, non è solo l’esser stata esclusa dall’Associazione ma anche l’aver visto il padre che lei ama molto trattato con poco rispetto. Perciò adesso la ragazzina non chiede di rientrare nel circolo fotografico ma di capire  perché su di lei sia ricaduta la colpa di un contrasto che forse, con un po’ di buona volontà e di disponibilità, si sarebbe potuto ricomporre con un caffè e qualche parola di spiegazione.

Una situazione insostenibile

 “Accoglieremmo sempre Letizia a braccia aperte, regalandole il corso, a patto che il padre si impegni a portarla da noi e a non fermarsi”. A dirlo è il presidente dell’Associazione “Gli sfocati” Giuseppe Pasqualotto che a proposito della sfortunata vicenda ribadisce l’impossibilità di interagire con il papà della giovane aspirante fotografa. “Dal 1998 accogliamo chiunque e non abbiamo mai avuto problemi di sorta – assicura Pasqualotto –  In questo caso, invece, siamo stati tutti d’accordo a restituire la quota del corso per far sì che il papà di Letizia non avesse più motivo di venire da noi, e lo abbiamo anche detto al sindaco, al quale il genitore si è rivolto”. Pasqualotto parla di atteggiamenti  che causavano disturbo, di critiche e contestazioni ad oltranza e di commenti poco simpatici che hanno portato alla decisione di restituire la quota di iscrizione, “Anche per non perdere i soci, alcuni dei quali avevano già iniziato a disertare le lezioni”.