Il San Luigi di Orbassano presto “in rete” per il trattamento delle patologie neuromuscolari Migliorare la qualità delle cure e la risposta della sistema sanitario di fronte a malattie così complesse l'obiettivo dell'assessore alla Sanità Saitta

Ospedale San Luigi a OrbassanoOspedale San Luigi a Orbassano

ORBASSANO – C’è anche il San Luigi di Orbassano tra i presidi ospedalieri di riferimento per la creazione di una rete per il trattamento dei pazienti adulti con patologia neuromuscolare complicata da disturbi respiratori, come la Sla e le miopatie. Lo stabilisce una delibera presentata dall’Assessore alla Sanità Antonio Saitta e approvata dalla Giunta regionale.

Cure migliori per patologie complesse

“L’obiettivo di questo provvedimento – spiega l’assessore Saittaè innanzitutto quello di migliorare la qualità delle cure e la risposta della sistema sanitario di fronte a malattie così complesse. E’ importante in questo senso puntare sulla possibilità per i pazienti di essere seguiti a casa propria, attraverso un costante telemonitoraggio e il supporto a operatori e familiari”.

Entro sei mesi il protocollo operativo

I Centri di riferimento elaboreranno entro sei mesi i un protocollo operativo condiviso, tenendo conto delle linee guida della Regione, che prevedono anche la partecipazione alla presa in carico da parte della rete dell’emergenza urgenza territoriale. La rete dovrà occuparsi, in particolare, sia delle urgenze sia del trattamento della cronicità, disponendo visite programmate per prevenire le complicazioni respiratorie nei pazienti e incentivando la domiciliarità attraverso la ventilazione meccanica a lungo termine, la formazione dei care-giver e la collaborazione con la medicina del territorio.

Questo nuovo modello si affiancherà e costituirà il completamento della rete pediatrica già esistente da anni in Piemonte e che ha come centri di riferimento la Città della Salute di Torino e il SS. Antonio e Biagio e Cesare Arrigo di Alessandria. Solo nel 2015 la rete ha seguito 500 pazienti con disabilità complessa che comporta insufficienza respiratoria (oltre 100 sono ventilati) e 252 pazienti affetti da fibrosi cistica, consentendo la riduzione dei giorni di permanenza in ospedale di bambini e ragazzi.