Sant’Antonino, inaugurata la casa Armando Rossetto Casel Ferrentino: "Armando a 92 anni guardava al futuro con altruismo ed intelligenza"

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S.ANTONINO – Ci sono occasioni pubbliche nelle quali alla formalità, al giusto aspetto d’etichetta, prende il sopravvento l’emozione e il sentimento. Venerdì 29 aprile a Sant’Antonino si è inaugurata ufficialmente la casa Social Housing intitolata a Armando Rossetto Casel. Non è stato un semplice taglio del nastro davanti ad una nuova struttura d’accoglienza e cura ma un momento di comunanza civica, una riflessione comunitaria di tutto un paese che ha colto in questa occasione l’occasione di riflettere sulla grandezza del proprio passato, sul successo del presente in previsione del futuro.

Ha spiegato bene uno dei protagonisti di questo momento Antonio Ferrentino. “Oggi era il compleanno di Armando Rossetto Casel e per questo abbiamo scelto il 29 aprile per inaugurare il Social Housing per anziani, il primo in Val di Susa, da lui voluto. Armando aveva vissuto la comunità a pieno cogliendone tutti gli spetti e mettendosene al servizio in molti modi. Era sempre attento alle esigenze di chi era un passo indietro, è stato sindaco per anni, aveva una visione del paese proiettata nel futuro ed ha messo a disposizione tutti i suoi beni per la comunità“. Un Ferrentino commosso ha descritto poi l’evolversi dei lavori, partiti da una vecchia costruzione che ora è diventata una struttura funzionale e già operativa. Il sindaco Susanna Preacco ha sottolineato come: “Questa struttura sia in capo ad una Fondazione totalmente privata che si inserisce in un quadro d’opportunità socio assistenziali già presenti in paese”. Il sindaco ha ricordato la struttura RAF per l’aiuto agli adulti disabili, il CST e gli ambulatori dell’ASL che forniscono molti servizi. “Non dobbiamo dimenticare – a concluso la Preacco – la fascia grigia di quanti hanno dei bisogni economici e che una comunità attenta deve aiutare”. E’ poi intervenuto Paolo De Marchis, presidente del Conisa, che ha puntualizzato quanto il territorio della valle sia eterogeneo nelle richieste e nelle possibili soluzioni. de Marchis ha affermato: “Quella di oggi è la risposta della politica attiva nei confronti della cittadinanza, un messaggio serio del fare con concretezza, oggi a Sant’Antonino non s’inaugura l’inizio dei lavori ma la loro conclusione”. La dottoressa Monica Rebora, presente il dottor Pasquale Grassano e tutti i vertici dell’ASL, ha detto che: “La struttura si inserisce nel contesto urbano e questo aiuta gli ospiti a sentirsi  a loro agio, la “vecchiaia attiva” qui è ben rappresentata come vicinanza ai bisogni della popolazione”. Anna Adamante, della Cooperativa CSDA che gestisce la struttura ha ringraziato quanti hanno duramente lavorato per realizzare il Social Housing. “Noi mettiamo sempre al centro del nostro operato- ha detto la Adamante- la persona e le sue esigenze, qui con loro proseguiamo un percorso di vita al meglio”. E’ poi stato portato il saluto dall’assessore regionale Augusto Ferrari; sempre dall’ente regionale Stefania Batzella che ha fatto della sanità il suo impegno politico. Il parroco don Sergio Blandino, ricordando l’invito di papa Fracesco all’accoglienza sotto tutte le forme, ha poi benedetto la struttura. Al taglio del nastro, erano presenti come ospiti: il capitano dei Carabinieri Flavio Pieroni, il maresciallo Vitarelli, i consiglieri della Fondazione Piero Midellino e Gabriella Davì, Suor Angelina, rappresentati della Banca Unicredit, dell’Irem e della Fondazione Magnetto e molti amministratori della valle.

La struttura, avuta come lascito, ha cinque alloggi, uno spazio comune, uno  commerciale, uno spazio uffici e un piccolo studio per la Fondazione. In cifre l’intervento è costato 350 mila euro, coperti con un mutuo per 200 e per un intervento della Fondazione Magnetto per 35, ulteriori risorse verranno ora trovate. Ha concluso Antonio Ferrentino: “Oggi è anche una lezione per tutti noi. Grazie ad Armando, che a 92 anni guardava al futuro con altruismo ed intelligenza”.