Sant’Antonino non dimentica la Shoah Domenica 24 gennaio un momento di ricordo e riflessione

Shoah

S.ANTONINO – Dal 23 al 30 gennaio presso la Biblioteca di Sant’Antonino saranno a disposizione dei cittadini vari testi riguardanti la Shoah. Domenica 24 gennaio alle ore 17, presso il Salone delle Scuole Medie, in Via Abegg 19 il tenore Ivo Blandino, accompagnato dal pianista Sergio Merini, dal flauto di Selene Merini e dal sax di Giorgia Cerrato, interpreterà brani della tradizione ebraica. Interverrà all’incontro la professoressa Anna Segre insegnante della Comunità Ebraica di Torino, la quale affronterà il tema dei profughi, di allora e di oggi, e spiegherà il significato di alcuni dei brani ascoltati. La Repubblica italiana riconosce il giorno 27 gennaio, data dell’abbattimento dei cancelli di Auschwitz, Giornata della Memoria”, al fine di ricordare la Shoah, le leggi razziali, la persecuzione italiana dei cittadini ebrei, gli italiani che hanno subito la deportazione, la prigionia, la morte, nonché coloro che, anche in campi e schieramenti diversi, si sono opposti al progetto di sterminio, ed a rischio della propria vita hanno salvato altre vite e protetto i perseguitati. In occasione della “Giornata della Memoria” di cui all’articolo 1, sono organizzati cerimonie, iniziative, incontri e momenti comuni di narrazione dei fatti e di riflessione, in modo particolare nelle scuole di ogni ordine e grado, su quanto è accaduto al popolo ebraico e ai deportati militari e politici italiani nei campi nazisti in modo da conservare nel futuro dell’Italia la memoria di un tragico ed oscuro periodo della storia nel nostro Paese e in Europa, e affinché simili eventi non possano mai più accadere. Il Comune di Sant’ Antonino di Susa in onore delle vittime della Shoah presenta una serie di appuntamenti a cui tutta la cittadinanza è invitata a partecipare perché i fatti del passato, paradossalmente ancora vicini e attuali, possano dare la possibilità di riflettere per crearsi un pensiero scevro da strumentalizzazioni ed ideologismi sterili ma che veda nella persona umana la ricchezza che, troppe volte, sta andando persa.