A Sant’Antonino un omaggio a Mario Celso Un concerto venerdì 3 marzo alle ore 21 nella Chiesa parrocchiale

Mario CelsoMario Celso

di PIERO DEL VECCHIO

S.ANTONINO – L’Unitre di Sant’Antonino e la Società filarmonica organizzano un Concerto venerdì 3 marzo ore 21 chiesa parrocchiale.  Il prossimo 1° marzo Mario Celso, fondatore della Irem–Industria santantoninese di Raddrizzatori Elettromeccanici con sede a Borgone – avrebbe compito 100 anni.

I muscisti Livia Hagiu e Andrea Albertini

Una data importante che l’Università della Terza Età e la Società Filarmonica Santa Cecilia del paese vogliono ricordare con un concerto omaggio che si svolgerà venerdì 3 marzo alle ore 21 presso la chiesa parrocchiale. Ad esibirsi saranno il duo di musica classica Livia Hagiu e Andrea Albertini, rispettivamente al violino e al pianoforte e, appunto, la banda musicale. L’iniziativa, aperta al pubblico, si presenta ricca di spunti musicali di notevole valore. A dimostrarlo sono le brevi note biografiche dei protagonisti. Livia Hagiu consegue la Laurea in violino nel giugno 2000 presso l’Università della Musica di Bucarest, dove è nata, con il massimo dei voti e la lode; trasferitasi in Valsusa, svolge una ricca attività concertistica anche in Italia sia come solista, sia in formazioni cameristiche ed orchestrali (Orchestra Pomeriggi Musicali, Orchestra Filarmonica Novecento del Teatro Regio di Torino), che l’ha portata ad esibirsi in numerose ed importanti sedi concertistiche europee. Andrea Albertini, invece, si è diplomato in pianoforte presso il conservatorio Paganini; di Genova Nel 2011 fonda l’orchestra di violoncelli Dodecacellos, con la quale incide il cd Musica e Cinema, e collabora con artisti come Giuseppe Pambieri, Paola Gassamn, Ugo Pagliai, Sabrina Brazzo con il quale partecipa al più importante festival violoncellistico europeo (festival Piatti a Bergamo edizione 2014) e al cinquantaduesimo festival di musica da Camera di Cervo Ligure (nell’agosto del 2015), grazie al quale vince il premio come miglior concerto e si esibisce ad Expo 2015 presso Padiglione Italia in rappresentanza dell’eccellenza musicale italiana, evento ripreso da Rai 3. La banda musicale della Società Filarmonica Santantoninese, che quest’anno compirà 40anni di rifondazione, è diretta da Michela Versino ed ha un apprezzato repertorio di esecuzioni e una articolata attività. Sono circa 60, infatti, i musicisti, una ventina i coristi del Coro di Musica Leggera e altrettanti sono gli allievi della Scuola di Musica dedicata alla formazione delle nuove leve intitolata, dall’ 11 novembre 2011, a Mario Celso.

La vita di Mario Celso

Mario Celso è noto ai santantoninesi e ai valsusini per essere il fondatore della IREM – Industria Raddrizzatori Elettromeccanici – da anni leader nel mondo in questo settore e per aver contributo all’innovazione tecnologica del cinema, tanto da meritare il premio Oscar Scientific Technical Award consegnatogli da Tom Hanks e Karl Malden, presidente dell’Accademy of Motion Picture Art and Sciences, nella tradizionale cornice di eleganza e mondanità del Century Plaza Hotel di Los Angeles, la sera del 7 marzo 1992. La notte degli Oscar. Un riconoscimento meritato perché Celso, con l’invenzione del raddrizzatore di corrente, nel 1946 contribuì ad eliminare il fastidioso effetto “sfarfallio” che accompagnava le proiezioni cinematografiche e proseguì “il lavoro pionieristico nella progettazione, sviluppo e produzione di alimentatori e accenditori per dispositivi ad arco di carbone e xenon usati nella proiezione dei film”. Solo due italiani hanno ricevuto quel riconoscimento: Mario Celso e Guido Cartoni. Una passione, quella del cinema, che Celso coltivò fin da piccolo sulla scaletta della cabina di proiezione del “Cinema moderno” di Sant’Antonino proprio come “Totò” nel film di Tornatore “Nuovo cinema paradiso”. Quel “Cinema moderno” che prima era collocato nella sede dell’attuale Sala del Tempio della Chiesa Evangelica Battista poi, neiprimi anni venti del Novecento in un nuovo edificio in Via Vaie poco distante, su iniziativa di Carlo Tacconi, che a sua volta lo cedette, nel 1931, ad Eugenio Dosio. Anche lui appassionato di cinema eda poco tornato dall’America, il quale inizia a proiettare pellicole sonore. Qui Celso, che aveva solo 14 anni, si cimenta con la nuova tecnologia divenendo un suo ottimo collaboratore. Figlio di Francesco Celso e Delfina Usseglio Mattiet, nasce a Sant’Antonino il 1 marzo 1917. Frequenta le scuole elementari del paese fino alla sesta classe poi è impiegato come apprendista fresatore alla “Evasio Del Savio” di Condove. Appassionato di meccanica, cerca di farsi una cultura attraverso lo studio dei manuali, interrogando quanti – in paese – ne avevano qualche nozione: Oreste Borla, il suo insegnante elementare; Aprile Valezano; Giuseppe Fossati, compagno di molti esperimenti e della costruzione di una radio capace di sintonizzarsi con le stazioni europee; Felice De Antonio, amico e compagno di lavoro ai tempi della Microtecnica. Il primo raddrizzatore fu sperimentato nel cinema di Sant’Antonino nei primi mesi del 1946, la notizia era nell’aria da tempo e quando Celso disse di essere pronto per il collaudo fu accompagnato nella sala di proiezione da una piccola processione di curiosi con il sindaco in testa. L’esperimento durò pochi minuti, dopodiché i contatti presero fuoco; la seconda prova, non più pubblica, avvenne presso la sala di proiezione del cinema Porta Nuova a Torino che in quegli anni era assiduamente frequentata dagli ingegneri della Microtecnica e dove non di rado si “provavano” i nuovi accorgimenti tecnici.

Nasce l’Irem

Il 24 agosto del 1946 Celso presenta il nuovo raddrizzatore elettromeccanico sincrono, otto mesi dopo ottiene il brevetto numero 419729: nasce la IREM. Mario Celso non smise mai di sperimentare, aggiornare i suoi prodotti, amare il cinema, seguire la sua azienda, fino a quando, all’età di 77 anni, un malore improvviso lo strappò all’affetto dei suoi cari. Era il 10 luglio 1994. Fu un uomo di grande generosità: contribuì a far nascere la Pro Loco del paese e vi si dedicò per molti anni, non sottovalutò l’impegno civile e sociale, profuse idee – e generosità economica – a molte iniziative di successo. Amava intrattenersi con gli anziani del paese in lunghi dibattiti, ai giovani infondeva la curiosità per la tecnica, la cultura in generale. Autodidatta per necessità, seppe avvalersi delle professionalità necessarie ad apprendere la lingua inglese, le strategie di marketing ma anche per suonare l’organo, discorrere con competenza di filosofia e di storia. Ebbe un certo numero di estimatori, fra questi registi affermati del calibro di Goffredo Alessandrini e Mario Soldati. Molti clienti intrattennero con lui rapporti di vera amicizia. Il 14 ottobre 2015 il Museo Nazionale del Cinema di Torino dedicata a Mario Celso una vetrina permanente nella vasta area centrale dell’edificio, si può così ammirare, accanto alle foto e ai documenti relativi alla cerimonia di premiazione dell’Oscar, i diversi modelli dell’invenzione di Mario Celso a raccontarne l’evoluzione: dal primo esemplare datato 1946 fino a quello elettronico per lampade allo Xenon. E la preziosa statuetta.