A Sant’Antonino la storia e l’attualità geopolitica dell’Afghanistan raccontata da un protagonista Farhad Bitani, già ufficiale dell'esercito, ha narrato la sua guerra ai talebani

La conferenza di BataniLa conferenza di Batani

S.ANTONINO – Si è svolta questa sera, martedì 21, nella sala del Consiglio Comunale nel Palazzo Civico la conferenza di Farhad Bitani con la presentazione del suo libro: “L’ultimo lenzuolo bianco. L’inferno e il cuore dell’Afghanistan”. Salutato dal sindaco Susanna Preacco l’ospite a coinvolto con la sua storia così particolare ed inedita.

Sguardo pungente, emotivo, diretto, con un buon italiano Farhad Bitani ha raccontato al pubblico riunito nella sala la sua esperienza di vita che si intreccia con la politica internazionale degli ultimi anni. Un racconto partito dalla sua infanzia ed arrivato alla sua attuale quotidianità.  “In Afghanistan oggi regna la corruzione più sfrenata, esistono diversi centri di potere e la popolazione è stremata e tenuta nell’ignoranza“, spiega Bitani, figlio del generale e mujahidin Mohammad Qasim, uomo potente in Afghanistan ed ex fedelissimo del Presidente Karzai. Bitani, classe 1986, ha trascorso l’infanzia scappando dai talebani e imparando a memoria versetti del Corano, la giovinezza come ufficiale dell’esercito tra colpi di Kalashnikov e feste private nelle case delle famiglie più ricche di Kabul.

La conferenza di Batani

La conferenza di Batani

Ho visto da vicino la corruzione e il fondamentalismo di matrice islamica, nel 2005 mi sono trasferito a Roma per seguire mio padre nominato addetto militare presso l’Ambasciata dell’Afghanistan in Italia. Ho studiato all’Accademia Militare di Modena e quando sono ritornato in Afghanistan, nel 2011 durante un periodo di licenza, sono sfuggito miracolosamente a un attentato terroristico tesogli dai talebani: nel 1999, Bin Laden aveva messo sulla testa di suo padre una taglia di 1 milione di dollari“.

L’intransigenza religiosa

È a questo punto che Bitani decide di cambiare vita. “Ho lasciato l’esercito e nel 2012 ho ottenuto dall’Italia l’asilo politico. Oggi vivo stabilmente a Torino, dove ha iniziato a dedicarsi al dialogo interreligioso“. Farhad Bitani ha toccato, nel suo racconto, varie volte il tema religioso, l’intransigenza ad essa legata e le sue deleterie applicazioni. Una serata ricca d’informazioni e di spessore grazie a un protagonista della storia e dell’attualità vista e raccontata da un punto di vista inedito.