Sarà Enel, attraverso la società Open Fiber, a portare la banda ultralarga nei piccoli Comuni del Piemonte Soddisfazione di Anci ed Uncem: "Giusto in tempo per rispettare i tempi previsti per le aree bianche dall'Agenda Digitale"

Posa di cavi a fibra ottica della banda ultralargaPosa di cavi a fibra ottica della banda ultralarga

TORINO – Il grande appalto delle gare Infratel va in toto a Open Fiber, società che fa capo a Enel e Cassa Depositi e Prestiti,  si è aggiudicata  tutti i lotti della seconda garaper portare la fibra nelle “aree bianche” del Paese, quelle dove gli operatori non mostrano interesse a investire in autonomia, senza fondi pubblici.  Infratel è la socità in-house del Ministero dello Sviluppo Economico che, in coerenza con l’Agenda Digitale Europea 2020, deve realizzare la Strategia Italiana per la banda ultralarga con la quale si intende coprire, entro il 2020, l’85% della popolazione con infrastrutture in grado di veicolare servizi a velocità pari e superiori a 100Mbps garantendo al contempo al 100% dei cittadini l’accesso alla rete internet ad almeno 30Mbps. Obiettivo primario ridurre il digital devide delle aree rurali e montani e dei piccoli Comuni, offrendo pari opportunità digitali a ai suoi abitanti e alle imprese di quei territori.

Gli investimenti in Piemonte

Il lavoro aggiudicato da  Open Fiber in Piemonte vale 290 milioni di euro di investimento. Con i quali la rete della banda ultralarga dovrà raggiungere  1.150 Comuni coinvolti, nelle “aree bianche“, quelle a fallimento di mercato. Pari a 1 milione e 300 mila persone raggiunte, 900.000 mila abitazioni e 110.000 imprese, per oltre seimila kilometri di lunghezza della rete. Da concludersi nei prossimi nei prossimi 36 mesi.

Il Vice Presidente di ANCI Piemonte Michele Pianetta

“Meno di un mese fa avevamo lanciato l’allarme, denunciando possibili ritardi e chiedendo di conoscere tempi e modalità di esecuzione delle opere. Ora finalmente qualcosa si muove. Per cui la notizia non può che essere positiva –  afferma  Michele Pianetta, Vicepresidente con delega all’innovazione di ANCI Piemonte e assessore comunale a Villanova Mondovì – dopo la notizia dell’aggiudicazione, da parte di Open Fiber, della gara riguardante la realizzazione della banda ultra larga in una decina di regioni, tra le quali il Piemonte.

La firma della concessione relativa al secondo bando è attesa in autunno. Dopo di che la Open Fiber,  che si è aggiudicata la gara, avrà tre anni di tempo per portare la fibra ottica nelle cosiddette “aree a fallimento di mercato”.

“Giusto in tempo – continua Pianetta – visto che entro il 2020, l’Agenda Digitale prevede la copertura dell’85% del territorio alla velocità di 100 megabit al secondo nei piccoli Comuni e di 30 megabit al secondo nelle aree periferiche e rurali. Ovviamente continueremo a vigilare e a segnalare in ogni sede eventuali ritardi e problematiche. Inoltre, se necessario chiederemo a Infratel (società , che si occupa di attuare il piano nazionale) di scendere sui territori per un confronto diretto con le Amministrazioni locali”.

Soddisfazione anche da parte di Uncem

“Si tratta di una notizia che aspettavamo da tempo – commenta Marco Bussone, Vicepresidente di Uncem Piemonte – Perché Infratel e Mise erano già un po’ in ritardo. Ora possiamo proseguire il lavoro d’intesa con la Regione Piemonte, per spiegare il piano nazionale Banda ultralarga ai Comuni, agevolando la società che ha vinto il bando nella progettazione e nelle realizzazione degli interventi, grazie all’impegno delle Unioni montane. Nuova infrastruttura vuol dire nuovi servizi, meno digital divide, più opportunità per le aree interne. Tutto questo entro il 2020, visto che gran parte delle risorse arrivano da Bruxelles e vanno rendicontate nei tempi europei”.

Le informazioni ufficiose che arrivano da Enel Open Fiber dopo l’assegnazione del primo bando sono positive in particolare per i territori montani. Quanto presentato sinora  dalla società consegnerebbe elementi utili in attesa di conoscere il piano operativo di Open Fiber. E’ stato infatti annunciato l’uso di linee aeree e pochi scavi, ma soprattutto la volontà di raggiungere tutte le “case sparse” – per le quali Uncem ha da sempre fatto particolare pressione -con tecnologie wireless.

Open Fiber avrebbe inoltre previsto di portare ovunque i 100 mbs di velocità e dunque non solo i 30 mbs minimi. Per Uncem è un tema fondamentale: collegare i Comuni con specifiche dorsali, ch e vorrebbe dire permettere agli Enti di unire servizi e funzioni, cardine dell’associazionismo comunale.  Modelli e best practice replicabili non mancano”.

“L’affidamento a Oper Fiber – aggiunge il Presidente Lido Riba – consente l’avvio nei 1.200 Comuni di una serie di interventi decisivi, strategici, che da tempo aspettavamo. Il gap tecnologico e il divario digitale sono diventati sempre più il fondamento di differenze strutturali economiche e sociali, hanno bloccato investimenti, limitato flussi turistici, hanno generato vere e proprie disuguaglianze. Ora siamo vicini alla svolta. E se alla trasmissione dati, sapremo unire anche il miglioramento delle strutture per le comunicazioni televisive e della telefonia mobile, limiteremo drasticamente il divario tra aree urbane e aree interne, montane, queste ultime luogo dell’innovazione e della coesione, spina dorsale del Paese e del Piemonte”.

Dopo l’esperienza della grande elettrificazione del Paese, quella della digitalizzazione del territorio, ovvero portare internet ad altissima velocità sin nelle sue più piccole particelle abitative, sarà un salto enorme per colmare l’handicap digitale della montagna, che inficia la qualità della vita dei residenti, ma soprattuto delle imprese, a partire da quelle turistiche. Addio chiavette da rabdmnate o parabole satellitari per navigare sul web.