La crisi Savio colpisce anche la cooperativa FLS che potrebbe lasciare a casa 12 lavoratori Se Savio non confermasse il lavoro esterno le famiglie sarebbero in gravissime difficoltà

I lavoratori della cooperativa a Sant'AntoninoI lavoratori della cooperativa a Sant'Antonino

S.ANTONINO – Periodo nero e drammatico in casa Savio, con una crisi dichiarata che sempre più colpisce il mondo del lavoro in Valsusa.  Annunciati gli esuberi, una cinquantina, sono cominciate le trattative tra azienda, sindacati e Regione. Tra i temi in discussione, a più riprese, s’è parlato del lavoro dato al di fuori della fabbrica, che potrebbe ritornare alla casa madre, ed essere svolto da operai che in questo modo vedrebbero allontanarsi il baratro del licenziamento.

La cooperativa

E chi lavora per la Savio in ditte dell’indotto? E’ il caso della cooperativa FLS. In cooperativa sono in 12, con anzianità di servizio importanti: loro sarebbero le vittime di questo accordo. L’edificio di lavoro è nella zona industriale di Sant’Antonino, qui arrivano i lavorati che vengono imballati e spediti nel mondo. “Siamo in cooperativa da tanti anni con diverse etichette- dicono gli operai– il lavoro anche se è calato negli ultimi anni c’è sempre e lo svolgiamo anche se ci sono problemi ad avere lo stipendio. Da tre anni il salario arriva a singhiozzo, adesso è da aprile che non vediamo un Euro“. Poi il loro racconto si fa pesante: “E’ una guerra tra poveri dove a rimetterci saremo noi, salveranno alcuni della Savio e noi rimarremo in mezzo ad una strada”. Ragazzi, uomini e padri di famiglia che da anni lottano per le loro garanzie per arrivare a fine mese in modo dignitoso; lavoratori che ogni giorno entrano in stabilimento con la consapevolezza che qualcosa in peggio sta cambiando, che forse per loro non c’è più un futuro in cooperativa.

Il responsabile della FLS

Savio ha terziarizzato la commessa al Consorzio Logitec che l’ha dato in affidamento alla Cooperativa FLS di Bologna. Un accordo siglato tra le parti nel 2014. Il responsabile della FLS Vezzali da Bologna chiarisce: “E’ una situazione difficile della Savio che ci vede primi nella crisi che ha pesantemente investito l’azienda. Qui non è il crisi la Cooperativa, ma il committente senza i cui denari noi non possiamo sopravvivere in loco. Domani sarò in Valle per ragionare con i lavoratori e i sindacati, noi metteremo comunque una parte degli stipendi. Segnalo che la Savio è inadempiente di tre fatture. Come Cooperativa scongiuriamo una situazione drastica perchè non abbiamo altri ambiti lavorativi vicini e i 12 lavoratori rimarrebbero senza lavoro“.

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