Scarcerato il nigeriano arrestato a Rivalta per la presunta violenza sulla minorenne Fondamentale l'esame medico legale effettuato post denuncia sulla giovane rom: "Nessun segno di violenza"

Rivalta scarcerato il nigeriano arrestato sul bus 43: nessuna violenzaRivalta scarcerato il nigeriano arrestato sul bus 43: nessuna violenza

RIVALTA – La giovane rom, la 17 enne che ha accusato il richiedente asilo nigeriano di violenza, poi fermato sul bus 43 dalla Polizia Locale di Rivalta, si è inventato tutto o quasi. Oggi infatti il  giudice delle indagini preliminari, il gip di Torino Elena Rocci ha disposto l’immediata scarcerazione del nigeriano di 42anni tratto in arresto martedì pe  stupro aggravato su minore.  Il magistrato non solo non ha convalidato l’arresto, ma non ha applicato nessuna misura cautelare.

La versione dell’uomo, che non ha negato di aver contrattato una prestazione sessuale avere concordato una prestazione sessuale con la giovane ragazza rom, ma ha anche sempre detto di averla nemmeno ricevuta, perché “non è stata d’accordo sul prezzo” è stata confortata dall’esame medico-legale svolto nelle immediatezze del fatto sulla presenta vittima, che non ha rilevato nessun tipo di segni di violenza“La persona offesa non è stata ritenuta credibile e non presentava nessun segno di violenza fisica“.

Una tesi – supportata dalle evidenze – che anche il pubblico ministero, Chiara Maina, non ha contestato. “Le due magistrate   – ha dichiarato  il difensore del nigeriano, l’avvocato Giuseppe Boggio – hanno trattato la vicenda con scrupolo e, grazie alle indagini, è emersa la verità. Il mio assistito ha raccontato i fatti, mentre la giovane si è spesso contraddetta”,   Nel corso delle indagini è anche emerso  che la 17enne, già in passato, come riferito dalla stessa madre, si era inventata di essere stata vittima di stupro. E stavolta rischia anche l’imputazione per csalunnia.

Una bella lezione investigativa e di di vita per tutti. L’ottimo intrervento dell apolizia giudiziaria operante nel fermare il sospettato, ma anche una grande professionalità nell’accertare i fatti. E una lezione anche per chi era già dichiaramente pronto  ad applicare la legge di Linch sull’africano, dichiaratosi richiedente asilo in quando perseguitato per la sua  religione cristiana dagli estremisti islamici di Boko Haram.

Vale sempre la regola del Dr.House televisivo: “Nella condizione umana c’è una verità: che tutti gli uomini mentono. La sola variabile è su che cosa prima o poi mentono”. Ed questo il difficile lavoro dell’investigatore quando ha a che fare con le persone e fatti apparentemente semplici. Scavare sotto la superficie.