Scibona, tra linea Torino-Lione e la ferrovia storica, strizzando l’occhio agli elettori Notav Intervista al senatore Notav pentastellato di Bussoleno in lizza per tornare a Palazzo Madama

Marco Scibona in Senato

BUSSOLENO – S’è inaugurata la Stazione ferrovia di Bussoleno, l’ombelico del paese: sia geografico che storico. La ferrovia ha fatto grande la Valle, la ferrovia ha di fatto reso Bussoleno quasi una città. Poi c’è stata la forza lavoro, la politica e la crescita non solo demografica. Oggi quel taglio del nastro ha rappresentato una cittadina che (forse) vuole riappropriarsi della sua ferrovia, della sua storia. Così tra corsi e ricorsi, tra paradossi, che solo politica può offrire in prima fila c’era il bussolenese senatore Marco Scibona.

La ferrovia ha sempre giocato un ruolo importantissimo per Bussoleno, penso non esista famiglia in Bussoleno che non conti almeno un membro che sia o sia stato ferroviere, io stesso e pure mia moglie siamo figli di ferrovieri e fin da piccolo guardavo i treni con interesse, inoltre, per oltre 20 anni ho lavorato come progettista di impianti di segnalamento ferroviari, ho contribuito alla realizzazione di centinaia di impianti in tutta Italia, e tanto per citare quelli più vicini a noi: Torino Porta Nuova, Torino Porta Susa, Torino Stura, Quadrivio Zappata, Moncalieri, Trofarello, e venendo alla Valle: Condove, Borgone e Sant’Antonino“.

Perdonami l’ironia ma uno che fa della sua azione politica l’opposizione alla ferrovia e poi taglia il nastro all’inaugurazione di stazione ferroviaria, un pò stupisce.

Nessuno, né tra i NoTav né tra attivisti ed eletti del M5S, si oppone alla ferrovia, ma allo spreco enorme di denaro che deriva dalla volontà di realizzare nuove linee dove non servono, di volerle a tal punto da inventarsi stime di traffico irrealistiche e, quando scoperti, dare la colpa all’Europa di averli indotti in errore. Peccato che le stime all’Europa le avessero fornite i proponenti. Ecco a questo tipo di sperpero di risorse pubbliche ci si oppone, non alla ferrovia, anzi molta della nostra politica si basa proprio sul rilancio della rete ferroviaria esistente e nell’implementazione, dove necessità, di quella tradizionale, per far si che i cittadini possano usufruire, con risparmio economico rispetto all’uso del mezzo privato, del Trasporto Pubblico Locale con tutto quel vantaggio che si avrebbe sia economicamente che per la salute dei cittadini e dell’ambiente implementandone l’uso nel modo più diffuso possibile“.

Un treno è sempre un treno, due binari una linea. Le merci vanno e vengono esattamente come ai tempi di Cavour, ma adesso come in tutto il mondo ci vuole minor costo d’esercizio e sicurezza. Non è cosi?

Sono cose totalmente diverse, a partire dall’alimentazione aerea che per le linee tradizionali è a 3Kv CC e per le linee AV e 25Kv CA, anche se visivamente un tracciato ferroviario potrebbe sembrare simile ad uno di quelli dei tempi di Cavour, tanto per mantenere il parallelismo citato da te. In realtà la differenza è notevole e sostanzialmente si potrebbe parlare di differenze strutturali, di apparati impiegati, di sicurezza e di fruibilità della rete. Senza entrare troppo nei tecnicismi, incomprensibili ai più, della tecnica del segnalamento ferroviario italiana, che ricordo essere tra le più avanzate e sicure al mondo. Basti portare ad esempio due dati fruibili dalle ultime documentazioni diffuse dai proponenti per la costruzione della nuova linea Torino-Lione: dallo sviluppo chilometrico del nuovo tracciato e dal costo stimato possiamo ipotizzare per difetto che ogni chilometro di nuova linea costerà alla collettività circa 150-160 milioni di euro, sempre dagli stessi fogli progettuali si evince che nell’ammodernamento della linea esistente tra Avigliana e Bussoleno si spenderanno circa 10 milioni a chilometro, comprendendo nella spesa anche le barriere antirumore.

Da questi pochi dati è facile capire che con i soldi spesi in 1 chilometro di nuova linea si potrebbero ammodernare come minimo 15 chilometri di linea esistente, questo per quanto riguarda la sola realizzazione del tracciato, stessa differenza si ha per i differenti costi di manutenzione e di mantenimento in sicurezza, in ultimo il costo di noleggio dello “slot” a carico del gestore che varia molto tra infrastruttura tradizionale e AV“.

Ma è vero che hai tanto lavorato per arrivare a vedere approvato il progetto della ristrutturazione della Stazione?

I primi contatti con RFI per adeguare l’impianto Bussolenese sono iniziati a novembre del 2015, con la richiesta di installazione degli ascensori, ricordo ancora che avevo inoltrato all’AD di RFI una lettera pubblicata dai giornali locali di una mamma che lamentava il fatto che con il passeggino non poteva raggiungere le banchine dei binari 2 e 3. Da quel primo contatto si è poi intervenuti, con un dialogo costante, per far si che la stazione fosse ricompresa in quelle che dovevano essere rinnovate. Dalla dirigenza romana la palla è passata quindi alla direzione regionale, ho partecipato infatti ad alcuni incontri a Torino presso l’ufficio dell’ingegner Grassi, propedeutici poi ai primi sopralluoghi direttamente a Bussoleno.

Li si è quindi convenuto per una ristrutturazione profonda di tutto il fabbricato viaggiatori, in realtà devo dire che sin da subito ho avuto un ottimo riscontro dal RFI, i tempi si sono dilatati molto per i doverosi sopralluoghi e per la valutazione in concorso con gli uffici comunali delle soluzioni progettuali proposte, quella inaugurata oggi è infatti solo la prima fase, a cui seguiranno la realizzazione del prolungamento del sottopasso fino alla sottostante piazza della stazione e la sua ciclabilità con la realizzazione di scivoli lato 4° binario che permettano di ricucire il paese a monte e a valle della ferrovia, allo stesso tempo siamo riusciti ad ottenere l’allargamento di corso Bruno Peirolo in corrispondenza dell’ex cinema Narciso per migliorare la viabilità cittadina e anche la realizzazione di una rastrelliera per biciclette e di parcheggi brevi, in gergo “kiss and ride” per permettere a chi accompagna o aspetta i viaggiatori di sostare in sicurezza o di attendere seduti su panchine a livello strada.

Voglio anche anticipare che non è l’unica progettualità che sono riuscito a “portare a casa”, a breve potremo dire anche del museo ferroviario, del polo logistico di protezione civile (tempo fa avete dato notizia dell’incontro a Roma con il Ministro Minniti promosso dal sottoscritto), e dell’intervento ANAS per quasi un milione di euro dove dovevano sorgere le rotonde di Foresto (la cifra è rimasta stanziata anche dopo l’annullamento del progetto delle rotonde, ma nessuno se ne era più interessato). E questo solo per parlare di Bussoleno“.

Siamo in campagna elettorale, prima che il Movimento di Grillo fosse sulle scheda cosa votavi?

Prima di “metterci la faccia” sono sempre stato un elettore contro il sistema, ma disilluso dai mancati risultati e sfiduciato dal comportamento dei politici mi sono trovato a dover scegliere tra il subire passivamente con l’astensione o impegnarmi per cercare di cambiare lo stato di abbandono in cui ci hanno portato“.

C’è una cosa che salvi dei governi targati Partito Democratico?

Il Movimento 5 Stelle in questi anni si è sempre dichiarato al di sopra delle ideologie e degli stereotipi, non consideriamo, tranne casi eclatanti, i governi come buoni o cattivi, ma i provvedimenti singoli come votabili o no. Nei lavori parlamentari abbiamo sempre cercato di far comprendere le nostre proposte, e spesso siamo riusciti ad ottenere buoni risultati, nella maggior parte dei casi resi vani e invotabili dall’apposizione della fiducia o da modifiche nottetempo di commi e articoli.

Ciononostante posso dire di aver sottoscritto proposte di ogni schieramento perché in linea con i principi fondamentali del M5S o aver ottenuto da tutto l’arco parlamentare appoggio per nostre proposte, due esempi rra tutti, un Disegno di Legge innovativo sul Registro Opposizioni con prima firma leghista, o emendamenti salva GTT a firma PD, di un collega agli antipodi rispetto a me per quanto riguarda la visione infrastrutturale italiana“.

Un messaggio per gli elettori

Questa legge elettorale rende semplice il voto nell’urna ma rende minimo l’apporto possibile da parte del cittadino. Una croce sul simbolo mette in moto meccanismi automatici di trascinamento del voto dall’uninominale al plurinominale a volte stravolgendo la volontà dell’elettore che in caso di forze politiche minoritarie porterà il conteggio al partito maggiore della coalizione. Per quanto riguarda poi il collegio uninominale (per il mio caso unica vera possibilità di essere rieletto) all’interno del collegio Moncalieri (Valsusa Valchisone, Pinerolesese e Moncalierese) devo ottenere un voto più delle altre coalizioni. Quindi chi crede che in questi anni abbia lavorato bene per il territorio, al di là del credo individuale, può confermarmi la fiducia con una X sul mio nome o sul simbolo del Movimento 5 Stelle“.