Continua lo sciopero dei lavoratori Venaus Scarl al cantiere di Chiomonte: ieri un vertice in Prefettura La complessa burocrazia binazionale penalizza i lavoratori italiani. Telt: "Speriamo di poter riprendere le attività al più presto nel rispetto delle normative e salvaguardare l'esperienza del personale locale"

Uno scorcio del cantiere TELT di Chiomonte La MaddalenaUno scorcio del cantiere TELT di Chiomonte La Maddalena

CHIOMONTE – Almeno sino all’inizio della prossima settimana continuerà lo sciopero indetto dai sindacati delle costruzioni per la situazione che si è venuta a creare al cantiere TELT della Maddalena di Chiomonte. A crerea questa tensione fra i sindacati di categoria e la situazione dei dipendenti della “Venaus  Scarl“, il consorzio a guida Coooperativa CMC di Ravenna che sta via via lasciando a casa i dipendenti, soprattutto quelli residenti in Valsusa.

Questo perché – con la variante di cantiere  che prevede tutti i lavori da Chiomonte – una parte delle opere previste nellappalto originale di quella  che allora era LTF, nono sono più necessarie, a partire dal pozzo di ventilazione Clarea, e anche lo scavo del tunnel geognostico è stato accorciato di circa 500 metri. Questo perché quello che dovevs essere un cantiere propedeutico verrà trasformato nel cantiere principale italiano, con scavo delle du ecanne del tunnel di base da lì anziché da Susa, come invece era logicvo e previsto, a causa delle complesse condizioni di sicurezza e ordine pubblico locale causate dagli oppositori Notav.

La rimodulazione dei lavori comporta un nuovo appalto: bocciata l’ipotesi di una variante in corso d’opera

La Divisione Tecnica di TELT ha già previsto una rimodulazione delle attività appaltatate da LTF alla Venaus Scarl, ma la Commissione Contratti della stessa azienda binazionale ha ritenuto che non fosse proponibile quella che in un altro cantiere si definerebbe come “variante in corso d’opera”.  Le motivazioni sono complesse, a partire dal fatto che TELT ha preso il posto di LTF, e che sono cambiate tutte le normative di gara in esecuzione degli accordi internazionali sull’opera. Le risorse risparmiate per la riduzione di interventi avrebbero dovuto essere impiegate per piccole opere accessorie, e comunque poi necessarie, quali la trasformazione carrabile del tunnel geognostico, la creazione all’interno di nicchie di sicurezza  e altri piccoli lavori che avrebbero consentito – come  da accordi – la continuità di occupazione sino a maggio 2018, con  affidamento diretto alla Venaus Scarl

Una scelta ammistrativa burocratica, ovviamente legalmente ineccepibile, che però nel “sensibile”  – per usare un eufemismo – contesto della  Valsusa ha avuto effetti immediati e negativi e non solo legati alla beffa subita dai lavoratori che avendo finito nei tempi assegnati il lavoro si trovano oggi a spasso. E questo nonostante quanto abbiano subito anche fisicamente dalle pressioni esterne al cantiere e soprattutto dopo aver acquisito in corso di questi anni  una alta professionalità sul campo. Perché ovviamente a fare le spese del fermo lavori del “vecchio” appalto sono i dipendenti assunti sul territorio e non quelli organici alle aziende del consorzio temporaneo di imprese.

Ma non solo: oltre agli effetti occupazionali negativi,  la chiusura temporanea “de facto” del cantiere della Maddalena lancerebbe un segnale comunicativo all’esterno di “fortino vuoto”. Un cantiere “sito di interesse strategico nazionale” temporaneamente sospeso, ma necessariamente tutelato dal compleso dispositivo di sicurezza e ordine pubblico che impegna un centinaio di agenti delle Forze dell’Ordine e anche militari dell’Esercito da assalti e intrusioni. Un vero autogoal mediatico a favore della narrazione propagandistica del Movimento Notav. E tutto questo mentre a Saint Martin de la Porte, in Maurienne, la talpa “Federicascava a tutto vapore dai 14 ai 19 metri di fronte un tratto della canna direzione Italia del tunnel di base definitivo.

Lo sciopero e la posizione dei Sindacati delle costruzioni

Il Sindacato di categoria unito nelle tre sigle CGIL-CISL-UIL  è sul piede di guerra e da martedì i dipendneti hanno fermato le attività a Chiomonte. “Siamo letteralmente furibondi inferociti, perché così i lavoratori rischiano di essere tutti licenziati tentro un paio di mesi ”  ha dichiarato Marco Bosio, segretario generale della Fillea- Cgil di Torino –  Abbiamo già subito una riduzione del 50% dell’organico con la promessa che via via i dipendenti sarebbero in parte rientrato. E parliamo di 50 lavoratori su 100. Era stata siglata un’intesa anche con la Regione Piemonte in cui tutti si impegnavano a riassorbire i lavoratori lasciati a casa, invece ora rischiano il posto anche tutti gli altri”

Feneal-Uil, Filca-Cisl e Fillea Cgil chiedono quindi precise garanzie per i lavoratori – in buona parte della Valsusa e soprattutto chiedano che siano che siano formalmente  sottoscritte le clausole di salvaguardia, che consentirebbero agli operai di essere riassunti nel caso in cui a vincere il prossimo bando fosse un altro soggetto economico diverso da quello attuale.

Marco Bosio Segretario Generale Fillea CGIL di Torin

Marco Bosio Segretario Generale Fillea CGIL di Torin

Il personale festeggia la fine dello scavo del tunnel esplorativo della Maddalena a Chiomonte

Il personale festeggia la fine dello scavo del tunnel esplorativo della Maddalena a Chiomonte

Il vertice ieri pomeriggio in Prefettura

Ieri pomeriggio intorno alle 17 c’è stato un incontro sul tema presso gli Uffici del Prefetto Renato Saccone, fra i vertici di TELT, rappresentati da Mario Virano, il Commissario di Governo  per la Nuova Linea Torino-Lione Paolo Foietta e la Questura.  Foietta ha già portato la questione al Governo, direttamente sul tavolo del Ministro Delrio sono in contatto con gli uffici del Ministro ai Trasporti Graziano Delrio. “Questa fase di impasse desta preoccupazioni non solo per l’occupazione. Stiamo lavorando per ricercare una soluzione al problema, che auspicavo potesse essere preventivamente evitato. Il quale però ora va risolto” ci dice Foietta.
Che potrebbe anche essere politica e portata da Delrio al vertice Italia-Francia di fine mese dove all’ordine del giorno si parlerà di infrastrutture. “Siamo in contatto con Telt siamo – continua Foietta – per scongiurare la chiusura del cantiere e la cessazione del lavoro per quegli addetti. So che Telt , che ha avuto oggi un incontro con le maestranze sta ragionando su proposte alternative. Mi auguro a breve una soluzione positiva”.

 La nota ufficiale di TELT

A fine incontro in serata TELT ha diramato questo comunicato stampa ufficiale: “In relazione allo stato di agitazione proclamato dalle organizzazioni sindacali, TELT comprende le preoccupazioni degli operai che hanno realizzato con competenza, nei tempi previsti, nel rispetto dei costi e senza incidentalità, pur in condizioni di lavoro difficili, la galleria geognostica della Maddalena a Chiomonte.

Lo scavo del tunnel è finito a febbraio mentre le opere di finitura, in corso, si completeranno in autunno e al termine dei lavori si avrà la naturale cessazione del contratto con il raggruppamento di imprese. In questi cinque anni si è creato un bagaglio di competenze unico che potrà diventare un valore aggiunto anche per le imprese che saranno coinvolte nelle prossime fasi di cantiere. In vista dell’ampliamento del cantiere di Chiomonte per lo scavo del tunnel di base, TELT, in stretto rapporto con Prefettura, Questura e Commissario di Governo, auspica che le attività possano riprendere al più presto regolarmente e si adopera, nei limiti previsti dalla legge e dalle normative binazionali, affinché l’esperienza maturata dalle maestranze locali non vada dispersa”.

La questione intanto si riscalda e mette in difficoltà anche gli amministratori locali:  anche i Sindaci dei Comuni dell’Alta Valle Susa, da Bardonecchia, Salbertrand a Gravere e Giaglione sono preoccupati e stupiti per quanto sta accadendo e – lo conferma il Presidente dell’Unione Montana Piero Nurisso – hanno chiesto un incontro  con il direttore generale di Telt Virano e con il Commissario di Governo Foietta.  “Incontro riservato agli amministratori  che dovrebbe svolgersi entro fine mese a Oulx”.