Scompare a 82 anni Alessandro Gibello Liberale, fu sindaco di Bardonecchie e primo Presidente della Comunità Montana Alta Valle

Alessandro GibelloAlessandro Gibello

BARDONECCHIA – È deceduto oggi a Torino Alessandro Gibello, storico sindaco di Bardonecchia e primo presidente della uComunità Montana Alta Valle Susa, per tutta la sua vita politica iscritto al PLI.

Da presidente della Comunità Montana si batté sempre per una forte collaborazione di tutto il territorio e per la sua promozione come un unicum turistico, anche aprendosi alla collaborazione tranfrontaliera, avviando i primi Interreg. Per Gibello l’Alta Valle doveva connotarsi come un insieme di Comuni legati da una forte identità alpina e storico-culturale, dove l’appartenenza politica dei singoli amministratori doveva venire in secondo piano.

Un pezzo di storia politica e amministrativa della Valle che se ne va. Considerato un politico di alto profilo e illuminato, vide la sua carriera politica e la sua immagine distrutta dall’umiliazione di essere stato arrestato nel 1995 per l’inchiesta cosiddetta di Campo Smith, legata alle speculazioni del clan ndranghetista Lo Presti – Mazzaferro.

Quando in carcere finì anche il Segretario Comunale di allora, Giuseppe Joannas, poi sindaco di Bussoleno. E Bardonecchia subì l’infamia di essere il primo comune al nord sciolto per infiltrazioni mafiose.

Le accuse di favoreggiamento e concorso esterno in associazione mafiosa caddero prima di arrivare in aula. Alessandro Gibello fu invece imputato e poi assolto per la vicenda di Campo Smith. A lui erano stati contestati due capi d’imputazione: dal primo che riguardava la valutazione di un immobile era stato subito scagionato in primo grado. Era rimasto però l’abuso d’ufficio che faceva riferimento all’iter per la costruzione di Campo Smith. Anche questo secondo reato cadde poi  davanti ai giudici della Corte d’appello “perché il fatto non sussiste”. Con lui erano stati scagionati anche l’architetto Pier Paolo Maggiora e il costruttore Bruno Aguì.
Per l’ingiusta detenzione subita, era stato in cella sette giorni e altri tredici agli arresti domiciliari, ottenne poi anche un risarcimento di circa 20.000 € nel 2002.

Ma quei fatti lo segnarono per sempre, uomo forte, apparentemente burbero, ma sempre gentile nei modi, e non volle mai più parlare di quei fatti in pubblico o con interviste. La sua memoria gli fece sempre ricordare chi però gli fu vicino in quei momenti tristi. E come il PLI uscì dalla vita pubblica..