Se la scuola di Via Re Cozio diventa solo Materna si perderanno posti di lavoro Gemma Amprino: "La nostra contrarietà è fondata su motivazioni concrete e di buon senso"

giorio

SUSA – Si torna a parlare di scuola e della struttura di via Re Cozio. Interviene la minoranza consigliare, già amministrazione lo scorso mandato. Gemma Amprino, professoressa e già sindaco, vuole puntualizzare la posizione del suo gruppo.

Facciamo un passo indietro. Perchè la vostra amministrazione decise di non utilizzare a pieno l’edificio tra via Mazzini e via Re Cozio?

“La scelta dell’Amministrazione che guidavo di non destinare l’edificio di via Re Cozio alla Scuola per l’Infanzia era motivata dalle criticità di quel complesso scolastico dal punto di vista della struttura con locali disposti su due piani, scale in entrata e in uscita, aule non funzionali. Dal punto di vista della posizione urbana, è al centro della Città, prospiciente una via di forte flusso automobilistico, con l’assenza di parcheggio dedicato e  limitati spazi esterni “.

Che scelta era stata fatta?

“Era parere unanime, rafforzato dal confronto con il Dirigente Scolastico, che la struttura non fosse confacente alle esigenze di bimbi di età compresa tra i tre e i cinque anni né funzionale alle loro famiglie. Per contro si era ritenuto una ricchezza dell’offerta scolastica segusina poter mantenere operativa una Scuola Primaria di prossimità, come per moltissimi anni era stata quella di Corso Trieste, per i bambini di età compresa tra i sei e i dieci anni, poiché l’età maggiore degli scolari riduceva il peso delle criticità evidenziate, consentendo a molti alunni di raggiungere, negli ultimi anni di corso, la propria scuola autonomamente, con indiscutibili benefici ambientali e familiari”.

E’ vero che così facendo ci saranno meno posti di lavoro?

“A supporto della scelta effettuata, ci era già stato segnalato il rischio che una diversa soluzione avrebbe sicuramente comportato una contrazione di organico, con conseguenti penalità sul piano della didattica e della sicurezza per quanto riguardava gli alunni e sul piano occupazionale per quanto riguardava i lavoratori”.

C’è davvero bisogno di più aule?

“Il problema delle aule, segnalato dall’amministrazione Plano, non può avere una soluzione definitiva essendo collegato alle iscrizioni variabili ogni anno, qualunque scelta le Amministrazioni comunali compiano, e pertanto può presentarsi nel corso del tempo richieste di nuove aule nei diversi edifici”.

E’ solo una battaglia politica o ci sono argomentazioni?

“La nostra assoluta contrarietà alle scelte effettuate dal Sindaco e dalla Giunta attuale per l’anno scolastico prossimo è fondata su motivazioni concrete e di buon senso. A queste si aggiunge la gravità di un modo di operare che non tiene conto dei pareri delle persone competenti e delle persone coinvolte dalle decisioni che unilateralmente si assumono: ci riferiamo ovviamente al fatto che il Comune ha preso le sue decisioni, prima di confrontarsi con il Dirigente Scolastico e con il Consiglio d’Istituto, senza tenere conto delle preoccupazioni delle famiglie coinvolte, vanificando gli investimenti fatti in precedenza”.