Se sono divorziato quanto devo dare per i miei figli? Ci sono spese da rimborsare sempre e comunque

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di MANUELA SELVO, avvocato cassazionista, esperta in diritto di famiglia.

Assegno di mantenimento mensile. In caso di separazione, divorzio o fine della convivenza il genitore non collocatario, cioè quello che non vive stabilmente con i figli minori è solitamente tenuto al pagamento di un assegno mensile fisso quale contributo al mantenimento. Tale versamento è dovuto anche in caso di prole maggiorenne ma non economicamente autosufficiente, e a nulla rileva il compimento della maggiore età. Si tratta delle spese ordinarie per la vita del minore (vitto, abbigliamento,concorso spese di casa). Oltre a tale importo che è fisso, da versarsi in dodici mensilità, il Giudice dispone che debbano essere rimborsate anche le spese straordinarie effettuate nell’interesse della prole, generalmente nella misura della metà, ma talvolta anche in percentuale diversa avendo riferimento alle condizioni reddituali e patrimoniali di chi paga.

Spese straordinarie nell’interesse dei figli. Tutto ciò che è “extra assegno” (spese mediche, scolastiche, sportive e socio­ricreative) è dunque spesa straordinaria, ma non tutte le spese straordinarie vanno suddivise e rimborsate a semplice richiesta. E sul punto sorgono numerose dispute tra genitori, non esistendo norme o tabelle specifiche che ne determinino con precisione lanatura. La giurisprudenza, nella sua evoluzione, ha comunque fissato alcuni parametri che possono essere di orientamento in linea generale.

Spese straordinarie da rimborsare sempre e comunque. Una prima importante valutazione da compiere è quella sulle spese da dividere tra i coniugi sempre e comunque, a prescindere dall’esistenza di un accordo tra genitori. Tra queste vi sono le spese mediche necessitate (tickets del servizio sanitario Nazionale, farmaci, visite) e molte di quelle scolastiche (imposte e tasse d’iscrizione, corredo scolastico di inizio anno, libri, gite senza pernottamento, trasporto scolastico). Il genitore che ha anticipato tali somme ha il diritto di vedersi rimborsato dall’altro. Vi sono però molte criticità circa i farmaci da banco, le cure omeopatiche, la scelta di un medico in servizio privato allorquando vi sia l’alternativa pubblica. Inevitabilmente in tali casi solo una causa intentata tra chi chiede la restituzione di parte dell’importo, contro chi non intende provvedere, potrà risolvere la questione. Spese straordinarie da concordare volta per volta. Vi sono poi tutta una serie di spese per cui è d’obbligo l’assenso della controparte, pena, in difetto, non ottenere il rimborso. In assenza di norme specifiche e/o prospetti, la giurisprudenza nel tempo ha elaborato criteri per chiarire quali fossero gli esborsi per cui è necessaria la preventiva concertazione e quali no.  eneralmente debbono essere oggetto di accordo specifico le gite con pernottamento, le attività sportive con relativo corredo, gli importi correlati ad istituti privati, lezioni private, le attività socio ricreative. Tutte le altre spese andranno valutate caso per caso.

Protocolli tra i Tribunali ed i Consigli dell’Ordine degli Avvocati. Recentemente per cercare di uniformare i criteri di suddivisione delle spese, i singoli Consigli degli Ordini degli Avvocati pattuiscono convenzioni, cosiddette Protocolli, con il Tribunale del territorio, che valgono come indicazione di massima. Ma nonostante una certa uniformità sui principi generali, tali protocolli su alcune voci forniscono indicazioni difformi. Prevenire i conflitti con precise previsioni. Una possibile soluzione per evitare conflitti sul punto consiste in un’accurata analisi delle possibili uscite, da inserire negli atti giudiziali. Anche in caso di soluzione conciliativa tra le parti (separazione consensuale o causa con conclusioni congiunte) sarà utile dettagliare in via preventiva cosa ed in quale percentuale andrà rimborsato al genitore che anticipa. In ogni caso, trattandosi di materia “fluida” per cui in via generale le norme e la giurisprudenza circa gli obblighi dei genitori possono cambiare anche nell’arco di pochi anni, essere in possesso di accordo preciso con clausole puntuali per la propria situazione è maggiormente tutelante, per sé e per i propri figli.