Giaveno: Sei di Giaveno se… che fatica, ma che soddisfazione! Ne parliamo con la fondatrice Simona Morello

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GIAVENO – Se siete di Giaveno è impossibile che non ne siate incappati almeno una volta: per leggere una notizia, la locandina di un evento o qualche aneddoto paesano. È il gruppo Facebook Sei di Giaveno o sei stato a Giaveno se… il più numeroso con 5187 membri.
L’Agenda.News ha incontrato la fondatrice, oggi una tra i diversi admin che monitorano il gruppo: Simona Morello.

Allora, Simona, ci racconti come nasce l’idea del gruppo?

Era il 2013 e stavo allattando mio figlio. Avevo una sola mano libera in quelle ore e quindi la usavo per Facebook. Sull’onda del successo e del coinvolgimento dell’analogo gruppo di Torino, ho pensato di farne uno giavenese.

Gruppo che nel tempo ha cambiato pelle, rispetto agli inizi…

Certo. La prima fase è stata di aneddotica e ha avuto un grande exploit anche perché a Giaveno hanno vissuto personaggi rimasti nella mente di molti giavenesi. Poi questo interesse iniziale è calato. Ma sono sopraggiunte le elezioni del 2014. Non vi dico la fatica per cercare di far mantenere le tre regole principali del gruppo. Cioè no politica, no pubblicità e no volgarità. In quell’occasione il gruppo degli admin si è allargato con l’entrata di Mauro Lilliu che anche in quel periodo si è comportato in maniera correttissima. Risalgono a quel tempo le prime critiche di “mancanza di democrazia”.

Avere un gruppo Facebook è un impegno, anche perché se ne è responsabili…

Sì. Abbiamo superato il momento elettorale ed eravamo a 1500 iscritti. La situazione cominciava a diventare complessa tra “troll”, ne abbiamo bannati 2, profili fake o persone che non rispettavano le tre regole fondamentali che ci siamo dati. Siamo arrivati al punto, di recente, di rischiare in una settimana ben 3 denunce per quanto postato da terzi sul gruppo. Per la legge l’admin ha tre giorni di tempo per rimuovere materiale diffamatorio. Ma può sempre capitare una svista… pertanto abbiamo deciso di approvare prima i post e soprattutto di allargarci come numero di responsabili.

Quanti siete oggi?

Oggi siamo 4 admin e 1 moderatore.

Questa svolta non ha ridotto le interazioni o le iscrizioni?

No, perché la curiosità di sapere cosa accade in Città è sempre alta. Poi, devo riconoscerlo, ogni tanto i post polemici tengono alte le interazioni: commenti, mi piace e altro. No, c’è comunque vitalità. Anche perché evitiamo di autorizzare soltanto quel che non rispetta le tre regole.

Spesso Sei di Giaveno se… ha veicolato anche informazioni utili, come durante l’alluvione di novembre 2016…

Sì, il gruppo vuole servire alla cittadinanza anche come ufficio informazioni. Pubblichiamo eventi, articoli o, se necessario, anche notizie di pubblica utilità, come nel novembre scorso. Spesso ci troviamo a segnalare il numero verde del Comune, perché chiunque si lamenti o chieda un’informazione viene rimandato alle istituzioni. Diciamo che Facebook ha il vantaggio di essere più veloce, anche per il fatto che magari vi è tanta gente connessa che può dare più rapidamente una risposta.

Questo è un esempio di come i social possano essere utili, ma spesso ne sentiamo parlare in termini negativi. Qual è la tua opinione?

Sicuramente può essere utilizzato a fin di bene. Certo, ha i suoi lati negativi. Quel che tocca noi da vicino sono le notizie false. Non parlo di Giaveno, ma in generale. Per questo segnalo a siti specializzati in fact checking le cosiddette fake news. Paiono un problema da niente, ma nella semplificazione dei messaggi che investe Facebook è un attimo che due testimoni di Geova fotografati diventino, senza un contesto, due extracomunitari che “ispezionano” le case del circondario, per fare un esempio. E ciò va ad aumentare la generale insicurezza. Poi ci sono anche i troll, ovvero coloro che provocano, andando magari a toccare “corde” che suscitano sempre dibattito: gli animali, piuttosto che gli stranieri… Il Web è utile per fare informazione, ma fare disinformazione è un attimo.