Sestriere: 3 Valli insieme per creare un grande bike park per il cicloturismo Un progetto triennale che coinvolge Unioni montane e Comuni. Il sogno? L'arrivo del Giro al Fraiteve nel 2019

Valter Marin illustra i progetti "Bike" delle tre valliValter Marin illustra i progetti "Bike" delle tre valli

SESTRIERE – Grandi eventi, gran fondo, cronoscalate con sfide al campione, giornate riservate ai soli ciclisti sulle salite più spettacolari delle Valli Susa, Chisone e di Viù. E accoglienza e servizi specializzati. Così si rende un territorio bike-friendly e si crea economia vera con il cicloturismo.

Valter Marin, presidente dell’Unione Montana Comuni Olimpici Via Lattea, ha le idee chiare e su questo, da trascinatore qual è riuscito a coinvolgere colleghi amministratori di tutti i territori vicini (da ben 5 Unioni Montane!), intervenuti ieri a Casa Olimpia per la presentazione del progetto.

L’idea è semplice, e la prima parte è anche low cost. Le strade, soprattutto le salite non mancano e non serve nulla di nuovo. Quel che serve è una programmazione della fruizione e la concentrazione in un paio di settimane di eventi ciclistici, per fermare gli appassionati sulle nostre Valli per almeno 3/4 giorni, fino a  una settimana intera.

Il progetto bike area

Il target scelto in questa fase è quello degli appassionati della strada e delle salite che già affollano altre montagne, come le Dolomiti (dove per alcune gran fondo ormai si paga solo per tentare di avere il pettorale a sorteggio) o le Alpi francesi per cimentarsi sulle orme dei grandi professionisti. A loro un giorno alla settimana per tutto il periodo estivo verranno offerti progressivamente da qui al 2019 giornate senza veicoli a motore: si comincia nel 2017 con la salita Sestriere – Col Basset, la Cesana – Sestriere, la Novalesa-Moncenisio e la Caprie-Celle. Nel 2018 si aggiungeranno la Meana-Colle Finestre-Usseaux e la Oulx-Madonna del Cotolivier e forse la Bardonecchia-Jafferau e la Rubiana – Col del Lys – Viù. Ma altre proposte sono in arrivo, come la Gravere-Frais. Facili le chiusure che competono ai sindaci, più complesse quando toccano strade ex provinciali o peggio statali. Se poi si scegliesse di asfaltarla ci sarebbe anche la Oulx-Col Basset via Sauze.

E ai “maniaci” del cronometro sarà offerta la possibilità di confrontarsi col tempo di riferimento del campione: da Fabio Aru sulla Cesana-Sestriere a Fabio Felline sulla Usseaux – Colle Finestre, con Diego Rosa sulla Novalesa-Moncenisio e ovviamente l’enfant du pays Andrea Tiberi sulla Oulx-Cotolivier; atleti di spicco ai quali se ne aggiungeranno altri.

Paolo Bellino – torinese, ex quattrocentistaDirettore Generale di RCS Sport, manager degli eventi sportivi del gruppo della Gazzetta dello Sport ha annunciato che la Gran Fondo “La Marmotte” vedrà la sua terza edizione il prossimo 23 luglio: due percorsi con partenza e arrivo a Sestriere. Il lungo di 117.7 kilometri con un dislivello di 3.200 metri, il corto di 93 KM con un dislivello di 2.400 metri, che entrambi prevedono la  scalata al Colle delle Finestre.

Quanto vale il mercato del cicloturismo amatoriale?

L’economia della bici è una vera e propria industria “che – ha ben spiegato  Paolo Bellinovale in Europa il PIL della Danimarca. Tenendo presente che un cicloamatore oltre alla bicicletta spende in media 5.000 €/anno tra viaggi e e servizi.”

La produzione di componenti e accessori vale da sola 1,68 miliardi di euro nella UE: le bici prodotte sono oltre 13 milioni in un anno e le vendite hanno un giro d’affari (dato 2015) di 6,5 miliardi di euro. Nell’equazione vanno inserite le ciclofficine: la riparazione di biciclette vale 987 milioni di euro. Ancora, c’è da aggiungere il bike tourism, un segmento che genera 44 miliardi l’anno, visto che in Europa si fanno 2,3 miliardi di viaggi in bici per vacanza. Anche il tech & design (vantaggi valutati in 20 miliardi di euro) è a pieno titolo un’industria della bici. Le biciclette prodotte oggi sono veri gioielli hitech: materiali ultra-leggeri come le fibre di carbonio, connettività integrata con applicazioni dedicate. Se poi si guarda al mercato delle sole e-bike questo in Italia è cresciuto del 78% nel 2016. Tutto questo mette in moto un ecosistema di start up e sviluppo di prodotti e servizi che ha un grande valore economico, anche a livello occupazionale.

“Ma attenzione nel progettare il turismo – ha richiamato Bellino – alla qualità dei servizi. Noi come RCS e io da torinese – crediamo tantissimo in queste Valli: l’Italia però è tutta bella e ha posti fantastici per la bici. I grandi eventi “tirano la volata” alle gran fondo, alle salite cronometrate, a gare minori, ma poi serve un sistema ricettivo e di servizi qualità che ci creda e investa in questo segmento di mercato: dagli hotel in giù. Anche perché se un cicloamatore si ferma una settimana si porta la famiglia e anche a loro va offerta una proposta turistica integrata e completa di livello.  Occorre fare quel che qui si fa ottimamente per lo sci”.

Il sogno dell’arrivo di tappa del Giro d’Italia 2019 ai 2.700 metri di Punta Fraiteve

Punta Fraiteve, con i suoi 2.700 metri è il cuore attorno al quale ruota il sistema neve della Via Lattea.  E non a caso in sala c’era anche l’ingegner Brasso. Il Comune di Sestriere – ha spiegato Marin – ha già acquisito il tratto che porta al Col Basset che sarà asfaltato. E saremmo già a 2.424 metri. Da qui al Fraitrve rulleremo il percorso sterrato, come già si fa per Colle delle Finestre, che ovviamente vorremmo fosse il passaggio precedente all’arrivo al Colle. Un trittico di salite che entrerebbero nella storia dei grandi giri”.

La presenza in sala di RCS – ovvero Gazzetta dello Sport – ovviamente non è un caso. Ed è sottinteso che l’arrivo di tappa sia fattibile.

“Ci sono però – ha detto a chiusura – Paolo Bellino  problemi logistici non indifferenti per portare al Fraiteve anche solo quella parte di carovana essenziale per la trasmissione televisiva. Certo che coi nostri 900 milioni di spettatori sarebbe una promozione fantastica per tutto il territorio. Non abbiamo mai affrontato una tappa simile se non quella dello Zoncolan. Che però arriva mille metri più in basso. Anche qui si dovrebbe usare la cabinovia per far scendere i corridori e una parte del seguito subito dopo l’arrivo. Noi intanto da quest’anno abbiamo spostato il Giro una settimana avanti proprio per avere meno problemi con la neve in quota. Non posso promettere nulla, ma abbiamo tempo sufficiente per lavorarci…”

“La neve non sarebbe un problema – ha chiuso scherzando Marin, che a fianco aveva il Sindaco di Cesana Colomb –  ti assicuro che avremmo tutti i sindaci a spalare anche a mano se servisse. Tu portaci solo la tappa!”

I sogni perché si realizzano bisogna intanto averli.  E sul progetto generale del cicloturismo si è messo un punto fermo. La montagna vince se sa fare squadra.

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