Si chiama Federica la nuova talpa della TAV Consegnata oggi a Le Creusot in Borgogna a TELT la TBM destinata al Cantiere di St. Martin de La Porte. Sarà la prima a scavare una tratta del tunnel di base della Torino-Lione

"Federica" - La TBM che scaverà la prima sezione del Tunnel di Base della Nuova Linea Torino Lione (Foto M.Cicchelli)"Federica" - La TBM che scaverà la prima sezione del Tunnel di Base della Nuova Linea Torino Lione (Foto M.Cicchelli)

LE CREUSOT (Saône-et-Loire)  – Ha un dolce nome italiano: Federica. Ma non è una bella ragazza bionda con gli occhi azzurri da corteggiare. Ha la testa molto dura (da buona Capricorno), questa si, di colore azzurro Europa: è la TBM (Tunnel Boring Machine) che oggi la società francese NFM Technologies ha consegnato a TELT nello stabilimento di Le Creusot, in Borgogna, nel corso di una festa cui hanno presenziato i 250 tecnici ed operai che in soli tre mesi di lavoro l’hanno montata.

Una cerimonia piuttosto “rock”, sottolineata dalla colonna sonora di sottofondo e dalle luci tricolori (si tratta pur sempre di 2400 tonnellate di acciaio, 30 kilometri di cavi elettrici e 10 di tubi idraulici ad alta pressione) svoltasi alla presenza del Presidente della TELT Hubert du Mesnil, del direttore generale Mario Virano, del presidente della SPIE Batignolles Stéphane Monceaux, Capogruppo del Cantiere di St. Martin de la Porte, di Alain Deléard direttore generale della società NFM,  del Prefetto del Dipartimento Saône-et-Loire e del Sindaco di St. Martin de la Porte, Jean Pierre Bernard.

Hubert du Mesnil ha con orgoglio – anche nazionale transalpino – sottolineato “La capacità delle grandi aziende europee di mettere in campo la migliore tecnologia possibile al servizio di opere che l’Unione ritiene strategiche per la ripresa economica, tornando ad investire dopo oltre un secolo di sviluppo solo stradale, nelle grandi reti ferroviarie, che ne saranno la spina dorsale delle comunicazioni per almeno un altro secolo ancora.” 

L’architetto Virano ha ricordato come “La realizzazione industriale di macchinari così complessi di altissima tecnologia a servizio di grandi progetti siano la rappresentazione di come le migliori intelligenze tecniche e scientifiche possano far crescere i territori in cui questi ultimi sono calati. Portando a loro volta intelligenza e spirito costruttivo. Aver messo la bandiera dell’Europa sulla testata della macchina  è un’ottima idea: significa che giorno dopo giorno sarà l’Europa che si avvicinerà procedendo dentro questa galleria.  Abbiamo girato pagina e ora c’è un libro aperto pieno di fascino ed interesse da scrivere. Nulla potrà impedire l’avanzamento dell’opera.”

Ed ha ricordato come il solo cantiere in cui verrà calata “Federica” a regime per almeno 6/7 anni darà lavoro a circa 450 persone, fra dipendenti del Raggruppamento di imprese e ditte subappaltatrici, in Maurienne. Molte delle quali – appunto – saranno formate e cresciute in Valle per lavorare alla Torino-Lyon. Aziende, come la stessa NFM, i cui tecnici operano in tutto il mondo, dall’Asia al Sudamerica e il cui bagaglio professionale li rende competitivi e ricercati sul mercato.

Federica verrà ora smontata e entro 3 mesi trasportata con 35 viaggi di convogli eccezionali su autostrada sino al suo “luogo di lavoro”, a St. Martin, dove si  sta già allestendo il camerone per poterla rimontare e inserire sull’asse di scavo. Il suo compito sarà di scavare la galleria che costituisce l’ultimo tratto di discenderia, cioè del tunnel geognostico, dei tre previsti in Francia e corrispondenti a quello in corso di scavo a Chiomonte (giunto a 4.250 metri), ma sarà scavata nell’asse e con la sezione di oltre 11 metri, della futura canna sud del tunnel di base di 57 chilometri. Saranno questi 9 chilometri di galleria a costituire il primo pezzo della canna sud in cui verrà posata la linea ferroviaria. La previsione è di completare i lavori del tunnel geognostico in circa 5-8 anni; lavori questi finanziati in quota  50% dall’Unione Europea e per il restante 50% a metà fra i due Stati.

I lavori a St. Martin de la La Porte prevedono anche lo scavo di una discenderia complementare di 1,8 chilometri, realizzata dal punto metrico 500, cioè a 500 metri dall’entrata della discenderia principale già realizzata. Questa galleria permetterà di aggirare la zona geologicamente più complessa di tutta l’opera, al fine di poter realizzare il decimo chilometro nell’asse della canna sud. Ad oggi sono stati già scavati, con metodo tradizionale, 618 metri di questa discenderia complementare. La realizzazione di queste opere rappresenta una tappa importante nel calendario del nuovo collegamento ferroviario. Consentirà infatti di conoscere meglio una sezione geologicamente delicata, ma anche di avviare, in vista del 2017, i primi lavori del tunnel principale.

Le caratteristiche tecniche della fresa, lunga 135 metri  sono stata raccontate dal direttore di NFM prima di metterla in moto: ci sono volute 20.000 ore di taglio e saldatura di acciaio e altrettante di assemblaggio della testa di scavo e del treno tecnologico che la segue per arrivare a questo risultato.

La testa di scavo è dotata di 76 cutter rotanti del peso di un quintale ciascuna, posti  anche sul bordo esterno, il che consentirà lo scavo con un diametro di 11,21 metri; estensibili di 20 centimetri, grazie alla rotazione su tre assi,  il che consentirà un sovrascavo in grado di compensare le forze convettive di pressione nei punti in cui le stesse tendessero a costringere l’asse di scavo verso il basso. I suoi motori sviluppano una potenza complessiva di 9000kW, 5000 quelli della testa di scavo, pari alla potenza di  8 motori da F1 e garantisco allo scudo una velocità massima di avanzamento di 110 millimetri/minuto.

Il Direttore dei lavori del raggruppamento di imprese (Spie Batignolles TPCI, Sotrabas, Eiffage TP, Ghella, CMC di Ravenna e Cogeis) ha poi infine svelato – commosso –  che la fresa è stata battezzata così, in ricordo di un loro collega, recentemente scomparso, che ha lavorato sin dall’inizio dei lavori nelle discenderie della Maurienne e la cui figlia si chiama appunto Federica.