Siglato il protocollo aggiuntivo della Torino-Lyon al vertice italo francese di Venezia. Hollande: “Questo progetto diventa realtà” Notav, Nonav, Notriv non bloccano il vertice Italia - Francia a Venezia. Fermati in laguna i ripetuti tentativi di 500 manifestanti arrivare in zona rossa a Piazza S.Marco

Il Presidente Hollande e il premier Renzi a Palazzo Ducale (Foto Uff. Stampa Palazzo Chigi)Il Presidente Hollande e il premier Renzi a Palazzo Ducale (Foto Uff. Stampa Palazzo Chigi)

VENEZIA – Italia e Francia hanno firmato oggi, al termine del vertice di Venezia, dedicato a Valeria Solesin, la ragazza veneziana assassinata nella strage islamica del Bataclan,  il protocollo “addizionale per l’avvio dei lavori dell’alta velocità Torino Lione” che stabilisce le modalità di finanziamento nei rispettivi Paesi della quota non coperta dalla UE, del tunnel di base e le regole di selezione delle imprese appaltanti, con l’adozione del nostro protocollo antimafia in Francia.

Il documento è stato siglato dal Ministro delle Infrastrutture Graziano Delrio e dal Segretario di Stato francese per i Trasporti Alan Vidalies. In chiusura del vertice il Presidente francese ha dichiarato che la “Lyon-Torino è un tema che anima i vertici franco-italiani da una ventina d’anni. Matteo può essere quello che ha messo fine a tutte le discussioni propedeutiche a questi lavori e questo progetto è già in corso e diventa realtà”.

Dichiarazioni che non saranno piaciute al ramo movimentista NoTav, che insieme ai “colleghi” NoTriv, NograndiNavi, hanno prima dato vita circa in 500 all’ assembramento in Piazzale Roma, poi , a piedi o in barca, si sono mossi in corteo a Venezia – lungo calli e canali – “contro tutte le grandi opere”, alcuni valsusini persino vestiti da frati con lo slogan “ora et sabota”. Decine di bandiere ‘No Tav’, musica a tutto volume e vari cartelli – come ‘No devastazioni e saccheggio”, “No grandi navi”,  ‘Preserviamo il nostro futuro difendendo scuole e territori’  manifestando lungo un percorso di circa cinque chilometri, presidiato dalle Forze dell’Ordine e diviso dal Canal Grande, rispetto alla parte opposta della Città, compresa la zona di Piazza S. Marco dove a Palazzo Ducale nel pomeriggio si  è svolto il vertice previsto. Più volte i manifestanti a bordo di barchini hanno cercato di entrare in bacino di San Marco improvvisando una sorta di battaglia navale,  ma all’altezza di Punta della Dogana sono stati sempre per tre volte respinti dai getti d’acqua dagli idranti dei mezzi d’acqua della Guardia Costiera e delle Forze dell’Ordine. Dai barchini in risposta sono stati lanciati in aria fumogeni rossi e un agente su moto d’acqua è finito in laguna speronato da un barchino.

Mentre a Venezia si manifestava, alla delegazione istituzionale Notav, guidata dal Sindaco di Susa e Presidente dell’Unione Valle di Susa, Sandro Plano, nel primo pomeriggio è stata data audizione a Roma in Senato, presso la Commissione Lavori Pubblici. All’incontro fortemente voluto dal M5S hanno partecipato anche i tecnici Notav a servizio dell’Unione, Poggio e Giunti.  Per il Senatore Marco Scibona “Sindaci e tecnici ascoltati oggi in audizione in Commissione al Senato hanno nuovamente smontato un opera inutile, dispendiosa e devastante sul piano ambientale, peccato che nessuno dei favorevoli abbia nemmeno tentato di controbattere a numeri e dati precisi. I favorevoli all’opera hanno ascoltato in silenzio senza  fare domande, forse per paura di farsi smentire clamorosamente”. Con Plano, i Sindaci di Sant’Ambrogio Dario Fracchia, di Villar Focchiardo Emilio Chiaberto, l’Assessore di Rivalta Gianna De Masi.

Per Plano invece “Quest’opera costa 10 miliardi di euro, troppi in un periodo in cui avremmo bisogno di fare ben altri interventi: dalle scuole, alle alluvioni, ai terremoti, agli ospedali. Quindi destinare queste risorse a questo trasporto, che pensiamo aver dimostrato oggi non è assolutamente prioritario, credo sia in questo momento da ridiscutere.”  

Ovviamente non la pensano così a né Roma né Parigi. Ma non solo.