Tutti i sindaci contro l’Appendino, sulla SMAT solo beghe interne alla politica torinese Forte preoccupazione dei sondaci della Città Metropolitana dubbi sulle nomine

Chiara Appendino (foto La Stampa)Chiara Appendino (foto La Stampa)

TORINO- I sindaci della fu Provincia di Torino hanno preso carta e penna e hanno di fatto sfiduciato le scelte della Appendino, Movimento 5 Stelle, per le scelte fatte, senza condivisione, sulla nuova cabina di comando della SMAT.

Tre nomi non concordati con i sindaci

Quando il sindaco di Torino ha, dopo non pochi tentennamenti e candidature ritirate, presentato Marcello Caporali (di cui si accredita un rapporto privilegiato con il leader Cinque Stelle Davide Casaleggio), ingegnere cinquantaduenne di Cremona, che ha all’attivo la progettazione di impianti per “l’agricoltura, specialmente stalle, sale mungitura, caseifici e porcilaie” in comuni piccolissimi della bassa cremonese, come Amministratore Delegato di SMAT non pochi primi cittadini si sono chiesti: ma questo chi è?  Poi c’è il canavesano Fabio Sessa, già consulente e dipendente della fallita Asa, e all’avvocato Giuseppina Cavasino, quest’ultima espressione della minoranza di centrodestra.

L’Appendino è riuscita in un impresa titanica, mettere d’accordo sindaci del PD, delle Liste Civiche, Moderati e del Centro Destra; tutti uniti per dichiarare pubblicamenti il loro no alla triade annunciata. Scrivono i sindaci: “Purtroppo dopo una prima designazione, che Tu stessa hai provveduto a ritirare, registriamo nuovamente il mancato coinvolgimento dei comuni di riferimento per l’azienda e soprattutto i rappresentanti delle aree omogenee e i comuni capofila“.

I sindaci non voteranno con l’Appendino

Chiariscono i primi cittadini: “Questa modalità, rischia a nostro avviso di consegnarci a un’assemblea in cui potrebbe non raggiungersi il quorum per eleggere il consiglio di Amministrazione e segnare nuovamente una pesante sconfitta per la governance di una società che per rilevanza e riconoscimenti rappresenta un’eccellenza nazionale per il territorio“. Come farà il sindaco grillino ad uscire da questo “cul de sac” nel quale si è chiusa? I sindaci danno una possibilità: “Per parte nostra siamo disponibili a condividere profili, curricula e competenze in grado di portare avanti un piano di investimenti di svariate centinaia di milioni di euro per i prossimi anni, che siano in grado di rappresentare al meglio i territori e gli enti soci“.