“I No Tav hanno impedito la riscossione del pedaggio in autostrada”, la Sitaf chiede i danni Fu un flash-mob sull'autostrada di circa 400 manifestanti al casello di Avigliana

Il pedaggio di Avigliana "aperto" dai No TavIl pedaggio di Avigliana "aperto" dai No Tav

SUSA – Tutto rimanda al 3 marzo del 2012, cinque anni fa, quando l’Autostrada Torino-Bardonecchia fu sede di protesta dei manifestanti contro la linea ferroviaria Torino-Lione. I No Tav impedirono il lavoro al casello di Avigliana, sull’A32. Per questo motivo pende su quindici imputati un processo. Su questa azione della magistratura la società che gestisce l’asse autostradale si è costituita parte civile.

Il mancato pagamento ad Avigliana

Successe che i manifestanti No Tav, presso il casello d’esazione di Avigliana, in direzione di Torino, fecero passare i 185 veicoli impedendo ai dipendenti della Sitaf la riscossione del pedaggio; dunque si legge sulle motivazioni della richiesta: “Hanno impedito la riscossione del pedaggio in autostrada“. Un flash-mob sull’autostrada: circa 400 manifestanti No Tav si erano recati al casello autostradale di Avigliana, attraversando i campi dalla Strada Statale 24. I dimostranti erano arrivati alla barriera di pagamento ed avevano messo in stand-by le barriere con l’aiuto di nastro isolante, poi avevano fatto transitare in direzione Torino auto, pullman e camion al grido di: “Via libera, oggi non si paga“.

L’indennizzo chiesto dalla Sitaf

L’ammontare dell’indennizzo, di circa 25 mila euro, comprende i danni materiali e quello relativo al mancato afflusso di turisti in Valle perchè intimoriti dalle proteste. Quanto al reato contestato ai quindici imputati, il pubblico ministero ha chiesto una serie di condanne, la più alta delle quali a quattro anni di carcere.