Sono 38 le condanne a 47 No Tav, nessuna attenuante

tribunale torino 8

TORINO – 47 imputati per 38 condanne per circa 140 anni complessive di pena oltre a risarcemente per oltrre un centinaio di migliaia di euro. Così  la Corte d’Appello di Torino ha confermato e soltanto ritoccato alcune pene e concesso alcune attenuanti generiche. Così hanno deciso i giudici del secondo grado riesaminando gli scontri con le Forze dell’Ordine del 3 giugno e il 27 luglio 2011 nell’area di Venaus. Ampia la discussione finale del Procuratore Generale Francesco Saluzzo, in fase di repliche, sulle motivazioni ideologiche del movimento, con cui ha invitato i giudici a non giustificare comportamenti del genere: “Violenti, antidemocratici e antilibertari» col rischio di «avvicinarsi pericolosamente ai livelli delle Forze Armate Rivoluzionarie della Colombia”.  Il magistrato, ha inoltre affermato che “la lotta del movimento contro il Tav può avere valenza sociale, ma deve svolgersi nel perimetro della legge”, ha parlato dell’esistenza di “frange e gruppi che hanno fatto della violenza un sistema che gira per l’Italia e l’Europa ma non ha nulla a che vedere con le legittime manifestazioni di protesta. E’ stata riconosciuta la legittimità dell’operato delle forze dell’ordine in occasione degli scontri in Valle di Susa di cui ci siamo occupati e, soprattutto, non è stata riconosciuta agli imputati l’attenuante di avere agito per particolari motivi di valore sociale, contro la quale mi ero battuto duramente.”

Dopo la lettura delle condanne un manipolo di antagonisti e Notav valligiani – tra cui tra spiccava Nicoletta Dosio – ovviamente ben lontana dai domiciliari – fra i soliti slogan.
Il loro sito di riferimento commenta: “Ancora spropositate le condanne per il maxi processo, ma la storia non si riscrive nelle aule dei tribunali.”

Sarà. Ma la storia invece dice prtoprio il contrario.