Sono arrivati a Sant’Antonino i primi 5 migranti inseriti nel progetto di accoglienza concordato con la Prefettura Il Sindaco Preacco "In tutto saranno 8. Fra due settimane faremo un incontro con i residenti per spiegare con chiarezza le cose come stanno"

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SANT’ANTONINO DI SUSA –  Sono arrivati ieri in paese i primi 5 migranti inseriti nel progetto pilota di microaccoglienza concordato fra Prefettura e 20 Comuni della Valle, che va anche oltre lo SPRAR (acronimo che sta per Sistema di protezione per richiedenti asilo e rifugiati) gestito abitualmente dai Comuni in collaborazione con la Prefettura. Si tratta di ragazzi , tra i 21 e 26 anni provenienti da Paesi costieri dell’Africa Occidentale: Senegal, Costa d’Avorio e Guinea.

Definirli profughi visto che i loro Paesi non sono in guerra né calamitati pare eccessivo. Li possiamo chiamare “migranti economici” Sindaco?

“Chiamiamoli pure così se lo ritieni. Io li ho incontrati oggi insieme a Don Sergio Blandino, a Suor Angelina di Casa Famiglia e al mio Comandante della Polizia Locale. Sono ragazzi con storie diverse. Dal laureato in lettere al muratore. Uno di loro mi ha mostrato due dita mozzate a quel che mi ha detto ad opera di un “caporale” quando lavorarava nei campi. In comune hanno il terribile viaggio nel Mediterraneo. Il trasbordo sul solito gommone a perdere da parte dei trafficanti e l’arrivo – per fortuna – dei soccorsi italiani. Con sbarchi a Palermo e Messina, senza nulla indosso che pochi abiti e le ciabatte ai piedi. Sono storie angoscianti. Provengono tutti dal CIE di Settimo, quello gestito dalla Croce Rossa, che è in questi giorni purtroppo di nuovo al collasso per i continui arrivi.”

Dove sono alloggiati questi giovani?

“La Cooperativa Frassati che gestisce la loro ospitalità, nell’ambito del progetto integrato di accoglienza, ha trovato un alloggio in centro paese, vicino alla piazza. A breve ne arriveranno altri 3 a completare la quota per cui il nostro Comune si era reso disponibile. Penso che sia un numero giusto per la nostra realtà, anche sarebbe più facile accogliere e integrare nuclei composti da famiglie. Per loro e per la comunità, nella quale sarebbe stato più semplice inserirli. Ma Sant’Antonino ha una lunga tradizioni di accoglienza di emigrati di ogni provenienza. Spero proprio che tutto fili liscio e che la gente capisca che non c’è nulla di eccezionale..”

I dati di questi giorni dicono che su 13.000 persone arrivate in Piemonte negli ultimi tempi solo 1.200 entrano nei progetti SPRAR. Degli altri – accolti in strutture prefettizie leggasi quasi sempre ostelli e hotel di serie B – in una buona parte spesso accade che poi via via si perda traccia.

Senza contare i tempi troppo lunghi per lo smaltimento delle pratiche delle richieste d’asilo, con i conseguenti rimpatri dilazionati e  costosi di chi non ha diritto di rimanere sul suolo italiano, o meglio europeo. Visti i continui richiami che il Governo Italiano subisce da Bruxelles.

Questi ragazzi – tanto ci diamo del tu – che impressione ti hanno fatto? Ma soprattutto che prospettive hanno o pensano di avere in Valle, dove sono finiti?

“Loro seguiranno la procedura dei richiedenti asilo. Quindi in questo momento sono “regolarmente” ospitati da immigrati irregolari, per usare un paradosso linguistico-burocratico, in attesa di capire il loro futuro. Certo hanno prospettive diverse a secondo delle loro capacità.  A parte uno parlano tutti francese e questo quassù da noi è un vantaggio. Mi è molto piaciuto come si sono comportati quando ho presentato loro il nostro Comonandante della Locale, che pure era in borghese. Quasi quasi si sono messi sull’attenti. Segno che sono persone molto rispettose e a posto. Il personale della Cooperativa li aiuterà a conoscere il paese e come muoversi, a essere autonomi per fare la spesa per le esigenze personali, ecc. Faremo il possibile come Comune per accoglierli civilmente. Mi aspetto in cambio un comportamento corretto. Ovviamente delle loro storie sappiamo quel che ci viene detto da loro stessi. Ma è così per tutti.”

Faccio il “bieco populista”. Sono giovani e in buona salute. Vederli inattivi non credo metta di buon umore chi “a casa nostra” tira la carretta per sbarcare il lunario. Non temete le critiche?

“Le metto in conto. Ma intanto dopo la settimana dei Santi faremo un incontro pubblico coni residenti, con loro, i funzionari della Prefettura e il personale della Cooperativi, oltre che ai citati Don Silvio e Suor Angelina. Conto molto sul loro impegno. In quest’occasione spiegheremo bene qual è il loro status giuridico, come funziona il progetto, dando i numeri corretti e le giuste informazioni. Mi aspetto una grande collaborazione nel lavoro di integrazione da parte del paese. A differenza del passato oggi è possibile anche inserire queste persone in attività di pubblica utilità, se si rendono disponibili a farlo. Spero che riusciremo anche così a evitare di ospitare persone che si sentano inutili, e meglio integrarli con la comunità. Ma ovviamente mi auguro possano trovare magari opportunità migliori piuttosto che pulire strade, aiuole o svuotare cestini. “

Continuo a fare il cattivo. Si comincia con 8 e si finisce a breve con 80 e poi ancora. Il che statisticamente aumenta le possibilità di attriti o di incappare in qualche mela marcia o del tutto bacata. Che garanzie hai?

“L’integrazione funziona se non si creano ghetti e se i numeri e anche le tipologie di ospiti hanno un senso logico. Noi abbiamo dato volentieri la disponibilià di 8 posti e questo è il nostro limite logico. Se poi diventassero 10 lo possiamo accettare senza problemi. Cambiando l’ordine di grandezza sarei io la prima a mettermi di traverso come Sindaco. E questo proprio perché da donna di sinistra e cattolica credo nello spirito di accoglienza e di integrazione. Che però funziona se è rispettato un equilibrio che consenta di gestire l’accoglienza al meglio e con buona volontà reciproca di tutte le parti in causa. A partire dai migranti che ospitiamo come da parte nostra. E’ esattaemnte lo spirito del progetto pilota dei nostri Comuni messo a punto con la Prefettura. Però – come ti ho detto – sono molto fiduciosa. ” 

Risposta di grande buonsenso Sindaco. Buona fortuna a tutti.

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