Sparatoria all’Aquila: l’autopsia rivela che il biker fu colpito da un frammento di proiettile

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GIAVENO – L’autopsia svolta sul corpo di Alessandro Gino, il biker deceduto il 19 gennaio dopo una settimana di coma a seguito della sparatoria avvenuta nel piazzale del ristorante dell’Aquila, ha rivelato che l’uomo è stato colpito da una scheggia di proiettile e non da una pallottola intera. Il medico legale Roberto Testi ha infatti estratto il frammento metallico dall’encefalo, confermando che il colpo non risulta integro. Tale circostanza conferma il fatto che la pallottola che è stata letale a Gino lo abbia colpito di rimbalzo e non direttamente. Spetta ora alla perizia balistica accertare se il proiettile provenisse da un rimbalzo contro l’asfalto o al contrario la ricostruzione della traiettoria dimostri che derivasse da uno sparo ad altezza uomo. Eric Romano, uno dei tre indagati per la vicenda, ha sostenuto sin dall’inizio di aver esploso i colpi solo a terra e in aria per difendersi dall’aggressione dei motociclisti, aggiungendo di non essersi reso conto di aver colpito qualcuno.

Ricordiamo i fatti: nella notte del 13 gennaio nel piazzale del ristorante-albergo dell’Aquila di Giaveno, a seguito di un diverbio tra i ventenni Eric Romano e Manuel Morisciano con i bikers del gruppo Hell’s Angels Motorcycle club di Torino che lì si trovavano per il consueto ritrovo, i due giovani si sarebbero recati a casa per poi tornare sul luogo muniti di pistole, seguiti dal padre del primo, Claudio Romano. La lite con i motociclisti sarebbe sfociata dunque in rissa, concludendosi fatalmente con il ferimento di Alessandro Gino alla testa a causa di un colpo di arma da fuoco e nell’investimento di Pierluigi Ozzello, il quale a seguito di un intervento chirurgico al femore sta seguendo la riabilitazione per riprendere a camminare.