“Sportiamo” a Susa incorona Francesco Torre, primo valsusino a scalare l’Everest, “Atleta del Cuore 2017” Grande festa di sport in Piazza d'Armi. Trionfo e applausi anche per "Sua Eccellenza" l'Union Susa Calcio

Patrizia Ferrarini, Presidente dell'Ascom Susa premia Francesco Torre  "Atleta del Cuore 2017"Patrizia Ferrarini, Presidente dell'Ascom Susa premia Francesco Torre "Atleta del Cuore 2017"

SUSA -Ultimo giorno di scuola e come abitudine è tornata a Susa, stavolta in Piazza d’Armi, “Sportiamo”, kermesse di tutte le associazioni sportive di Susa e dintorni, dedicata soprattutto ai più giovani, ideata e voluta nel 2011 dall’Ascom e dalla Città di Susa. Una festa  con esibizioni di tanti sport, che vorrebbe anche essere un modo non solo di presentare il meglio da parte delle varie Associazioni sportive, ma anche un’occasione delle stesse per presentarsi soprattutto ai più giovani e ai loro genitori, per orientarli sulla pratica di una discliplina sportiva. Discipline differenti che possono stuzzicare la voglia anche dei più pigri e non più giovani di muoversi e praticare qualche attività.

La piazza, arricchita dalla presenza di alcune attività commerciali si è via via riempita dalle 18.00, ora di inizio ufficiale,  anche se in contemporanea molti studenti erano impegnati con un saggio di fine anno, tra un’esibizione di beach-volley, di taekwondo, di pugilato, tirassegno, piuttosto che di nordic-walking o delle tante scuole di danza, ormai definibile come un vero sport di massa femminile, visto il numero delle stesse e delle atlete sul palco.

La festa è così andata avanti sino alle 23.00 come previsto, in un clima di allegria, animato dall’instancabile…bravo presentatore Massimo Chianello, impegnato in una sua personale e riuscita maratona al radiomicrofono, per intervistare allenatori, atleti, istruttori e presentare le diverse discipline al pubblico. conclusa con tanto di esibizione finale del sindaco Plano, che raggiunta la piazza si è impegnato a smobilitare le transenne e gli allestimenti.

Un ricordo speciale, ovviamente da parte soprattutto dell’Atletica Susa, in chiusura è arrivato da tutto il palco ad Adriano Aschieris, atleta di cuore, dirigente sportivo instancabile,  della società segusina e poi della Fidal piemontese, scomparso per uno sgambetto fattogli proprio dal suo immenso cuore

Sua Eccellenza l’Union Valle Susa Calcio 

Uno spazio tutto suo, e strameritato lo ha avuto la squadra biancorossa, con tutta la prima squadra e lo staff dirigenziale sul palco a prendersi un liungo stra-meritatissimo applauso. Una standing ovation, chiamata dall’Assessore allo Sport Denis Fontana. Con t-shirt di ordinanza con tanto di corona  e scritta, appunto “Sua eccllenza” la squadra dei record del Presidente Vincenzo Casciello, e del coach Rodolfo”Rudy” Coccia, promossa in Eccellenza, imbattuta in casa da oltre 585 giorni , allo stadio  “Mario Quaglino”  non solo ha frantumato  il record di punti nel campionato di Promozione., ma ha battuto il record di reti  segnate e miglior difesa. Un rullo compressore allenato da Alberto Falco, che ha ringraziato uno ad uno i suoi ragazzi “Un team magnifico, che mi onorerò di  allenerò anche in Eccellenza. Ci divertiamo insieme, siamo un gruppo che tira  insieme nella stessa direzione, e forse proprio questa è la nostra forza”.

Ma la squadra giocherà ancora a Susa, perché il cambio di categoria obbliga ad avere alcune caratteristiche che l’impianto segusino, in particolare per le tribune, non ha? “Noi ci speriamo – ha detto Cascella – e lo dico qui all’Assessore competente , perché le modifiche da fare non sono molte, in ogni caso la soluzione in Valle c’è, per cui se non a Susa potremo giocare a Bussoleno, il cui impianto è omologabile per l’Eccellenza. Intanto ci godiamo ancora questo successo, mentre ci prepriamo alla prossima stagione. La nostra è una squadra di cuore e lo abbiamo dimostrato”.

La buonanima di Mario Quaglino, che proprio in Piazza d’Armi ha trascorso una vita a curare il prato verde del suo Susa, quello che era invidiato persino da società di serie C e B, dalla sua nuvola calcistica, si incatenerà alla porta di San Pietro se il campo di Susa – a lui intitolato – dovesse perdere la sua squadra. E come ha confermato l’Assessore Fontana. “Uno spazio ancora c’è e stiamo cercando di trovare la soluzione”.

L'”Atleta del Cuore 2017″

Ma la giornata dello sport e degli sportivi è giusto abbia anche un vincitore. La giuria di Sportiamo ha anche avuto il compito, di scegliere tra i tanti atleti valsusini,  quello ritenuto più meritevole di essere insignito del titolo di Atleta del Cuore 2017.

E per il 2017 nessuno ha raggiunto vette alla sua altezza: la scelta di premiare l’avvocato Francesco Torre che ha conquistato, non senza fatica e rischi, la vetta dell’Everest l’anno scorso. Nemmeno una delle nostre grandi Guide Alpine è mai stato sul tetto del Mondo. Lui sì.  Un’impresa senza precedenti anche perché come egli  stesso ha raccontato: “Ho cominciato a scalre poco più di 10 anni anni fa dopo aver imparato a sciare”. Come se fosse una cosa semplice passare intorno ai 35 anni dalle cause legali agli 8.ooo e in poco più di 1o anni conquistare l’Everest.

Torre è stato premiato dalla Presidente dell’Ascom di Susa Patrizia Ferarini e dagli Assessori, Fontana ed Erika Liuzzo, che di Torre è collega.

Con il suo stile, che fa sembrare tutto semplice Torre ha ricordato la sua impresa, ma si è anche tolto un paio di macigni dagli scarponi d’alta quota. “Sono arrivato lassù dopo anni di preparazione, nei quali ho scalato i 4.000 europei, e poi i 6.000 e i 7.000 classici in tutti i continenti. Il tutto con le mie forze e grazie al sostegno della mia famiglia.

Qualcuno però ha detto che in vetta ci sono arrivato letteralmnte trascinato dallo sherpa. Beh non è così, intanto ho scalato dal Colle  nord, la via non commerciale, dal Tibet.  Quella tentata da Mallory. Eh si  gli ultimi  300 metri ho scalato con l’erogatore dell’ossigeno congelato. L’ossigeno arrivava a stento, dovevo tirate con forza per respirare. Come respirare con una mano davanti alla bocca, per cui alla fine, ogni 10 passi  mi devevo fermare. Ma l’ho fatto da solo.  Non potevo togliere la maschera perché si sarebbe congelata all’interno e avrei perso anche quel poco che mi ridava le forze. Non ne potevo più, ero in apnea e recuperavo le forze ogni dieci passi da circa otto ore.

Non capisco perché qualcuno ha messo in giro questa voce, non ho tolto nulla a nessuno, non mi vanto di questa impresa che conclude un percorso mentale, fisico e personale che è tutto mio – e come ho detto – della mia famiglia che mi ha accompagnato. Se una lezione deve venire dalla mia scalata è proprio questa: i limiti li dobbiamo trovare dentro di noi. Conta il fisico che deve essere allenato, ma conta la volontà e la forma mentale”.

L’invidia e la cattiveria sono brutte bestie. Giù il cappello. Davanti all’alpinista e all’uomo. E grande applauso finale con l’abbraccio del pubblico.

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