La Polizia Stradale blocca un passeur di clandestini al casello di Bruere della tangenziale A bordo dell'auto fermato l'autista pakistano con 5 cittadini del Bangladesh. Tre di loro denunciati a piede libero

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 RIVOLI – Una pattuglia della Polizia Stradale ha fermato al casello di  Bruere di Rivoli della tangenziale una vettura diretta in Francia con a bordo 5 clandestini di nazionalità del Bangladesh. A insospettire gli agenti è stata la condotta dell’autista, che alla vista della vettura eei poliziotti, dopo aver effettuato il pedaggio,  si soffermava invece di ripartire.

Il passeur con 5 bengalesi clandestini

Alla guida dell’auto, un Peugeot 406, con targa francese è stato trovato un uomo di 41 anni, di nazionalità pakistana, che ha esibito un  passaporto rilasciato dalle Autorità della Spagna. A bordo della vettura, insieme a lui vi erano 4 cittadini provenienti dal Bangladesh, di età compresa fra i 19 anni e i 26 anni, tutti privi di documenti.  Un quinto clandestino, anche lui bengalese, veniva trovato nascosto nel portabagagli dell’autovettura.

Interrogato dai poliziotti, il conducente pakistano, riferiva che “stava accompagnando i 5 giovani, amici di alcuni suoi conoscenti, presso (l’inesistente) il Commissariato di Polizia di Oulx per consentire alla Polizia di procedere al loro fotosegnalamento e che il quinto ragazzo si era volontariamente messo nel bagaglio per ragioni di spazio.”

I 6 stranieri venivano quindi prelevati da altro personale e accompagnati in Questura a Torino gli per accertamenti di rito sulla loro identità personale. Per 2 di essi, che dichiaravano false generalità, nonchè di essere minorenni, pur avendo almeno vent’anni, è scattata la denuncia ai sensi dell’art. 495 del Codice Penale, per falsa dichiarazione a un pubblico ufficiale sulla  propria identità.

L’autista pakistano invece,  nei cui confronti sono emersi chiari elementi di prova, circa l’intenzione di  agevolare il transito dei 5 cittadini bengalesi in un altro Stato dell’Unione Europea, è stato denunciato ai sensi dell’articolo 12, comma 3, del Testo Unico sull’Immigrazione, per aver organizzato il trasporto di stranieri nel territorio dello Stato al fine di favorirne illegalmente l’ingresso nel territorio di altro Stato del quale la persona non è cittadina o non ha titolo di residenza permanente. Rischia la reclusione da uno a cinque anni e con la multa di 15.000 euro per ogni persona trasportata.